Il dolore
Terre dell’Etruria punta sul Bio
La cooperativa al vertice del progetto integrato di filiera
CASTAGNETO CARDUCCI. «L’obiettivo principe è quello di unire le forze anche per razionalizzare costi, migliorare redditività e superare debolezze strutturali». Così il presidente di Terre dell’Etruria Massimo Carlotti a seguito dell’alleanza, siglata il 14 settembre a Firenze, tra cooperative della Toscana e dell’Emilia Romagna associate a Legacoop e coinvolte nel Progetto integrato di filiera ortofrutta Toscana bio.
Potenziare il mercato del bio, concentrare e innovare gli stabilimenti, avviare progetti sperimentali come assistenza tecnica unificata, implementare la comunicazione in rete di dati e bollettini, e arrivare a razionalizzare il trasporto su gomma per accorciare la strada tra il prodotto e il consumatore. Sono questi gli obiettivi dell’alleanza che vede tra i soggetti al vertice la cooperativa Terre dell’Etruria, che con i suoi 54 milioni di giro d’affari rappresenterà il punto di riferimento tecnico-produttivo per gli agricoltori toscani in termini di assistenza tecnica, con il team degli agronomi che da sempre contraddistingue l’attività della cooperativa, e controllo della qualità.
Affiancata, poi, da Ortofrutta Toscana Bio coinvolge Vivitoscano di Firenze (capofila), il gruppo Apofruit che vale 214 milioni di fatturato e Agribologna che vanta ricavi per 140 milioni, , Conor e CS Etruria. Il progetto riunisce dalle aziende agricole, che sono il primo anello della catena, a quelle di lavorazione e commercializzazione (Vivitoscano e Cs Etruria) a molti soggetti intermedi. L’alleanza si propone di portare da meno di 10.000 ad oltre 20.000 le tonnellate di frutta e verdura bio che sarà commercializzata col brand Almaverde bio. Il primo investimento, per avviare ciò saranno i due milioni di euro che saranno a breve investiti per nuove serre atte a migliorare e ottimizzare la produzione.
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