Il Tirreno

Risparmi spariti e assegni falsificati, radiato

Risparmi spariti e assegni falsificati, radiato

Promotore finanziario aveva incassato 110.000 euro in modo illegale, finti rendiconti ai clienti

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ROSIGNANO. Operazioni spericolate concluse con ammanchi per decine di migliaia di euro. Ma anche rendicontazioni in negativo per oltre 450.000 euro rispetto a quello che il promotore aveva rassicurato ai clienti e che in realtà risultava alla banca.

La sommatoria delle violazioni consumate dal professionista che all’epoca dei fatti lavorava per conto della FinecoBank sono costate la radiazione di Michele Nasoni, 43 anni, di Volterra, dall’albo dei promotori finanziaria da parte della Consob. L’ex promotore, che ora si occupa di consulenza energetica, aveva clienti anche nella provincia di Livorno, a Rosignano in particolare, e a Pisa. Le denunce per appropriazione indebita presentate al commissariato di Volterra hanno anticipato il provvedimento amministrativo della Consob che ha messo in condizione Nasoni di non presentarsi più come promotore finanziario ai suoi potenziali clienti.

L’accusa principale è quella di aver staccato assegni, falsificando le firme, per circa 110.000 euro e di aver manipolato i prospetti sull’andamento degli investimenti dei suoi clienti per almeno 450.000 euro. Chiamati dalla banca a confermare i numeri, i risparmiatori hanno disconosciuto le operazioni effettuate da Nasoni e, soprattutto, il quadro finanziario rappresentata dall’ex promotore come florido, ma che nella realtà era stato alleggerito nella sostanza. Nasoni, iscritto all'albo dal 2000, è stato segnalato alla vigilanza da FinecoBank, dalle cui note emerge che l'uomo avrebbe utilizzato i carnet di assegni di alcuni clienti apponendo firme false sulla relativa richiesta di rilascio e sui singoli assegni. In particolare, risulta che il promotore, tramite l'utilizzo dei titoli di credito, avrebbe acquisito disponibilità di pertinenza della clientela e avrebbe distratto somme a favore di terzi. Tra le accuse contestate anche l’acquisizione «tramite distrazione a favore di terzi della disponibilità di pertinenza della clientela; falsificato la firma dei clienti su assegni bancari e sui moduli di richiesta dei relativi carnet; a fornito ai clienti informazioni non rispondenti al vero; perfezionato operazioni non autorizzate dai clienti; aver utilizzato i codici personali di accesso telematico ai rapporti di pertinenza dei clienti senza rispettare le cautele previste». Anche se l'indagine penale seguirò tempi abbastanza lunghi, la Consob, una volta ricevute la comunicazione da parte di FinecoBank, che ha ritenuto fondate le denunce le violazioni riscontrate in seguito a una verifica interna, ha proceduto prima a sospendere il professionista e poi a radiarlo dall’albo.

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