Italia
Processato per usura: 4 anni in primo grado
CASTAGNETO CARDUCCI. Quattro anni di reclusione. Questa è la condanna a carico di Michelangelo Fedele nell’ambito del maxi processo che a luglio scorso al tribunale di Livorno è approdato alla...
CASTAGNETO CARDUCCI. Quattro anni di reclusione. Questa è la condanna a carico di Michelangelo Fedele nell’ambito del maxi processo che a luglio scorso al tribunale di Livorno è approdato alla sentenza di primo grado. Due anni di indagini, sette di processo in cui si sono alternati quattro pubblici ministeri, venticinque imputati, di cui il principale è sempre stato considerato Fedele, e 148 capi di imputazione, in primis l’usura, la droga e vari reati contro il patrimonio.
L’imprenditore di origini calabresi, da anni residente a Donoratico, è ritenuto responsabile di un episodio di usura di cui è stato vittima un costruttore della zona di Castagneto Carducci a cui, come accertato dal tribunale, Fedele prestò dei soldi, chiedendo interessi superiori al limite di legge. Il tasso applicato secondo l'accusa era di oltre il 10% mensile e oltre il 40% annuo, in base alla consistenza del prestito. Fedele dovrà anche pagare 12.000 euro di multa e risarcire la parte civile. Condanna contro la quale è già stato annunciato dall’avvocato Marco Talini che assiste Fedele, una volta note le motivazioni del giudice, il ricorso in appello.
La sentenza, in particolare, ha decretato il decadimento dell’accusa di associazione per delinquere. A una parte del gruppo degli imputati, infatti, era stata contestato l’articolo 416 del codice penale: l’organizzazione, secondo gli inquirenti, aveva lo scopo di fare furti e usura. Tuttavia, nel frattempo l’accusa era andata in prescrizione. Il tribunale nel merito ha pronunciato una sentenza di assoluzione con la formula che viene utilizzata quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussista.
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