Il Tirreno

Pubblica assistenza, scoppia il direttivo

Anna Cecchini
La sede della Pubblica assistenza di Cecina
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La sede della Pubblica assistenza di Cecina

Cecina: dimissionari 7 consiglieri su 13, compreso il presidente. Giovannini: «Contrasti personali»

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CECINA. È scoppiato il consiglio direttivo della Pubblica assistenza di Cecina, che adesso, per le attività di routine, è affidata ad alcuni delegati.

In piazza Alessandrini le bocche sono cucite, ma è evidente che la tensione tra i membri dell’ex consiglio è alta ormai da settimane. Tanto che già alcuni giorni fa due consiglieri (Serena Mulaz, responsabile sanitario e formazione, e Giorgio Becuzzi, segretario e responsabile dei volontari) hanno deciso di rimettere il loro mandato. Il motivo? Sembra ci siano stati scontri personali con gli altri consiglieri. Inizialmente gli altri membri del consiglio devono aver deciso di restare compatti, ma la situazione è esplosa la sera di lunedì 14 settembre. Quando si sono dimessi anche il presidente Romano Giovannini, l’economa e legale Lucilla Botti, il responsabile della Protezione civile Valerio Calderini, il responsabile sanitario Giuliano Tonini e il responsabile dipendenti e servizio civile Roberto Bilanceri.

Chiaro che essendo dimissionari sette dei tredici membri, il consiglio direttivo è decaduto. Come conferma l’ormai ex presidente Giovannini, che spiega come «per statuto, se la maggioranza del consiglio di dimette, l’organo non ha più validità». Sui motivi che hanno portato a queste dimissioni di massa Giovannini preferisce non entrare nei dettagli, ma sembra che ci siano stati «problemi di rapporti personali e contrasti di vedute fra alcuni consiglieri». Alcune voci parlano addirittura di attacchi personali nei confronti di Mulaz e Becuzzi, che avrebbero quindi deciso di dimettersi. Il 14 settembre l’abbandono degli altri cinque consiglieri. Non si sono dimessi Simone Marconi, Marco Bacci, Andrea Bugliesi, Mario Carugi, Giuseppe Poli e Barbara Suffradini, che però decadono visto che sono in minoranza.

La data dell’assemblea ordinaria dei soci per costituire la commissione elettorale è fissata il 24 ottobre, fino ad allora Giovannini ha dato alcune deleghe per la gestione dell’Assistenza. «A Giuseppe Poli è affidata la responsabilità dei mezzi - dice l’ex presidente -, Lucilla Botti resta economa e legale, Valerio Calderini si occuperà dei volontari e della Protezione civile, e Barbara Suffradini della segreteria». Giovannini, profondamente amareggiato per lo strappo nel consiglio, ieri ha anche inviato una lettera interna ai soci in cui spiega, come ci riferisce, «il dispiacere per l’accaduto, anche perché c’erano progetti in corso e da far partire. Ma per problemi di rapporti tra due o tre consiglieri tutto è saltato».

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