Il Tirreno

Le motoseghe fanno a pezzi il pino degli scout

Le motoseghe fanno a pezzi il pino degli scout

Albero centenario, era il simbolo dell’Agesci Rabbia e delusione: caccia a pezzetti-ricordo

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ROSIGNANO. C’era un pino secolare, a Rosignano, che ha sempre avuto uno caratteristica: si era piegato con gli anni sotto il peso di una chioma foltissima, crescendo rigoglioso, anche in orizzontale. Un’altra era la sua peculiarità: il fatto di essere nato, da solo, in un’area originariamente non propriamente caratterizzata da pini, sebbene la pineta Solvay dei Canottieri si fosse sviluppata poco più tardi. Da qui l’appellativo di “pino solitario” che ne ha accompagnato la storia fino ad oggi. Era l’emblema dello scautismo a Rosignano, il simbolo di 70 anni di storia dell’Agesci all’ombra delle ciminiere tanto che i ragazzi “col fazzolettone amaranto” (la promessa) chiamarono il primo branco di Lupetti “Pino Solitario” in onore di quell’albero-simbolo, oggetto e luogo di ritrovo di tante missioni e riunioni. Era il 1960, ma il branco era nato nel ’53.

Parliamo al passato - ed è questa la notizia (scusate il preambolo) - perchè da qualche giorno quell’albero sulla strada parallela a via dei Cavalleggeri (in origine si chiamava così anche questo tratturo), tra i Canottieri Solvay ed il Lillatro, non c’è più. Qualcuno lo ha tagliato, all’insaputa di tutti, fra lo stupore e la rabbia di chi ne custodiva la memoria, di certo all’insaputa degli scout che mesi fa - attraverso la pagina di Facebook del gruppo Rosignano 1 - avevano lanciato un appello proprio perchè il pino solitario non fosse dimenticato. Di più, perchè non venisse abbattuto, dato che evidentemente si era già sparsa la voce di un possibile arrivo delle motoseghe.

Il tam-tam sul social network, tuttavia, non è bastato. Lungo lo stradino che conduceva al mare si è fatta pulizia da rovi ed erbacce (e questo è un bene) ma si è segato con incredbile disinvoltura questo albero-simbolo. Probabilmente non conoscendo il valore emblematico che la pianta custodiva, non soltanto per gli scout, ma per le generazioni più vecchie di rosignanesi. Quelli coi capelli bianchi che ricordano come “sul pino torto ci siano passati in tanti a fare i loro giochi”.

Chi ha tagliato? Chi ha dato l’ordine di segare il pino? Di certo sappiamo che non è stata l’amministrazione comunale con cui, nei giorni scorsi, l’ex vice sindaco (e scout) Luca Arzilli aveva tenuto contatti proprio sulla vicenda del pino. L’area interessata è del Comune e confina con la proprietà Solvay. Gli scout dell’Agesci chiedono di conoscere i motivi per cui l’albero è stato abbattutto e sulla pagina di Facebook si scatena un dibattito. Con polemiche, ma anche proposte.

C’è chi parla di “orrore” chiedendosi se è così che “ vengono trattate le alberature nelle nostre città?”. Chi parla di uccisione di un simbolo. Chi si rammarica, appunto, perchè su quel pino hanno giocato generazioni di banbini. E c’è chi pensa a rimboccarsi le maniche, ora che purtropo l’albero non c’è più. Proprio Arzilli ricorda di aver chiesto al Comune, in occasione dei 70 anni dell’Agesci a Rosignano, di individuare un’area dove destinare 70 alberi da piantare per festeggiare la ricorrenza e realizzare un nuovo polmone verde in città. Proposta che resta valida, oggi.

Ma gran parte degli scout (ed ex scout) invita ad accorrere sul luogo “del delitto” e tagliare quel che resta del’albero per custodirne i pezzi di ciò che - si ribadisce all’unisono - è stato un’emblema del movimento scautistico a Rosignano. «E’ un po’ come se fosse una bandiera», scrive qualcuno. Va bene distribuirne pezzetti, ma si tenga un pezzo come ricordo da custodire in sede.

Mentre i suggerimenti si sprecano (c’è anche chi suggerisce di farne una statua in legno e chi risponde che comunque lo stato di conservazione dell’albero non è ottimale), resta in tutti quanti hanno conosciut il “pino solitario” (solo il movimento scoutistico con due gruppi conta fra iscritti e “indotto” migliaia di persone) una comprensibile amarezza. E anche un po’ di rabbia.(a.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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