Sicurezza
Bus incastrato nel sottopasso
Rosignano: pullman di turisti non riesce a passare nella corsia di via Forlì, intervengono i vigili
ROSIGNANO. Un pullman, la mattina del 14 settembre, è rimasto incastrato all’interno del tunnel del sottopasso che collega via Forlì con la via Aurelia. Stavolta si è trattato di un pullman a due piani, con a bordo turisti tedeschi il cui conducente, evidentemente, non ha letto i cartelli posti all’ingresso del collegamento che passa al di sotto della linea ferroviaria a Rosignano Solvay; cartelli che indicano il divieto di accesso a mezzi superiori a 10 metri di lunghezza.
Per aiutare l’autista ad uscire dal sottopasso ingranando la marcia indietro, sul posto sono arrivati gli agenti di polizia municipale. Per evitare che altre auto si immettessero nel sottopasso creando ingorghi, gli accessi al collegamento sono stati chiusi sia sul lato di via Forlì sia su quello della via Aurelia. Una volta uscito dal tunnel gli stessi vigili hanno provveduto ad “accompagnare” l’autista, passando da altre strade, all’hotel Elba dove era diretto. Purtroppo non è la prima volta che bus o mezzi camionabili rimangono incastrati all’interno del sottopasso il cui raggio di curvatura ha creato problemi sin dai giorni successivi all’inaugurazione provocando polemiche a non finire.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.1718202:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2009/06/05/news/nel-sottopasso-il-bus-non-ci-passa-1.1718202]]
I lavori iniziarono nel 2006. Il 28 maggio del 2009 l’allora sindaco Alessandro Nenci accompagnato dalla giunta e dai responsabili delle Rfi- Rete Ferroviaria Italiana, presenziò al taglio del nastro dell’opera: un tunnel da 7 milioni di euro che oggi collega la zona a monte di Rosignano Solvay con la parte a mare. Un tunnel di collegamento dunque, ma non per tutti i mezzi. Se ne accorse per primo quell’autista che il 2 giugno 2009, a pochi giorni dall’inaugurazione, si trovava alla guida di un pullman la cui lunghezza superava i 12 metri e rimase incastrato all’interno del sottopasso. Da lì le proteste da parte dei cittadini rivolte al progettista, alle Ferrovie ma anche all’Amministrazione comunale i cui tecnici, secondo alcuni cittadini e forze politiche, dovevano accorgersi che il raggio di curvatura non poteva permettere il passaggio di grossi mezzi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
