Il Tirreno

«Vogliono fermarci» Fials contro l’azienda

Bufera sui banchetti per il referendum dentro l’ospedale «Informazioni capillari, perché l’Asl non controlla gli altri?»

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Banchetto non autorizzato? Il Fials non ci sta. Respinge le accuse della direzione aziendale e rintuzza l’Asl: «Mai controllato cosa si è venduto in questi anni all’interno dell’ospedale ne vari banchetti?». Insomma, è guerra dopo il no dell’azienda al banchetto per raccogliere firme per il referendum sulla legge regionale di riordino della sanità.

«Delle iniziative di Cecina e Livorno - scrive Daniela Boem, segreteria Fials - l'informazione su data luogo e orario è stata ampia e capillare, inoltre i contenuti dell'iniziativa sono ben noti perché il quesito referendario è stato autorizzato dalla Regione Toscana e su questo si raccolgono le firme necessarie alla sua indizione. Vista tutta questa attenzione rivolta al Fials ci incuriosisce sapere se la direzione aziendale si sia, invece, mai adeguatamente preoccupata di conoscere cosa abbiano venduto e promosso tutti quei banchetti di vario tipo e provenienza che si sono piazzati nel tempo dentro gli ospedali. Allora di cosa si preoccupano visto che non è stato creato nessun intralcio alle attività istituzionali? ». E ancora: «Ci viene da pensare che a "non piacere" siano le idee che rappresentiamo e soprattutto il forte messaggio di partecipazione democratica dei cittadini e dei dipendenti alle scelte regionale in materia di sanità che si potrà realizzare con il referendum. Il Fials aderisce al comitato promotore del referendum perché crede importante che i cittadini si possano esprimere su un bene, la salute, che riguarda tutti e soprattutto preoccupa chi ha meno possibilità economiche. Per questa ragione ai nostri tavolini abbiamo teso coinvolgere il numero massimo di persone, dirigenti aziendali compresi che con noi hanno normalmente colloquiato senza contestare la legittimità della nostra iniziativa, abbiamo visto anche il vice commissario asl 6, ex direttore generale, salire nelle sue stanze mentre allestivamo il banchetto. E' singolare che solo dopo aver constato il successo dell'iniziativa con la raccolta di un numero eccezionale di firme l'azienda si sia mossa con l'intenzione di ostacolarci».

«Il Fials - continua Boem - ha operato nell'interesse collettivo; infatti stavamo raccogliendo le firme per un referendum regionale sugli appositi moduli autorizzati e vidimati da funzionari regionali e con la presenza di consiglieri comunali richiesti dalla regione per garantire la validità delle firme. Il Fials, infatti, vuole continuare ad impegnarsi perché sia raggiunto il numero necessario di firme ai fini dell'effettuazione del referendum. Vorremo ricordare a chi, attraverso uno scarno comunicato sul sito aziendale neppure firmato ne ufficialmente inviatoci, cerca di limitarci che con questo comportamento non contrasta solo il Fials ma i principi fondamentali di democrazia rappresentati dal referendum che siamo orgogliosi di sostenere. Per questa ragione è forte la nostra indignazione nei confronti di tutti coloro che vogliono ostacolare la realizzazione di una vasta consultazione popolare che si concretizza nel referendum».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web