Il Tirreno

L’appello di un vadese storico

Tuteliamo dall’incuria il monumento a Garibaldi

VADA. E’ un accorato appello per la salvaguardia e la tutela di un monumento che identifica una piazza quello del vadese “storico”, 95 primavere, Aldo Marinai. Che ha preso carta e penna per...

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VADA. E’ un accorato appello per la salvaguardia e la tutela di un monumento che identifica una piazza quello del vadese “storico”, 95 primavere, Aldo Marinai. Che ha preso carta e penna per sollecitare un intervento al monumento dedicato a Garibaldi. «Il monumento a Giuseppe Garibaldi - scrive Marinai - nella piazza di Vada ha bisogno di un tagliando. Il monumento fu ristrutturato dall'assessore Anchise Tognotti che oltre ad essere assessore era un vadese doc. Seguì con attenzione che tutto fosse fatto con la massima cura. A lavoro ultimato con una punta di orgoglio dichiarò: “gli abbiamo dato una vernice speciale a base di bronzo che durerà molti anni”. Il monumento è protetto dal libeccio dalla mole di S. Leopoldo, ma purtroppo è esposto alle intemperie e le parti ferrose hanno bisogno periodicamente di protezione.» « Quando fu costituito - continua Marinai -venne circondato da pannelli metallici, sostituiti con catene. Nell'ultimo rifacimento della piazza le catene gli sono state tolte, pertanto è stato reso "nudo" quindi si assiste in occasione dei mercati straordinari a gente che va a sedersi sulla base del monumento. Ho letto di un negozio a Firenze che vende panini il cui titolare ha esposto un cartello fuori dal locale che "invita i propri clienti di non consumare seduti sui monumenti, ma servizi delle panchine". I monumenti sono l'abbigliamento, il decoro e ci vuole rispetto per il personaggio che rappresentano. Sempre sui mercati straordinari ho visto il commerciante che si è piazzato col suo banco sul marciapiede del monumento ed ha esposto la sua merce servendosi delle borchie del monumento. Si vedevano pendoloni indumenti femminili. Brutto, molto brutto. Don Antonio Vellutini, parroco di S. Leopoldo della chiesa di Vada , di sua iniziativa fissò nella parte bassa del monumento una lapide di marmo dove ci sono impresse le seguente lettere: 19 ottobre 1969 Nel centenario il popolo di Vada ricorda. Don Antonio ha ricordato che da quel 19 ottobre del 1869 era passato un secolo da quanto Giuseppe Garibaldi prese terra a Vada. Ebbi occasione di parlare con don Antonio che mi disse che aveva salvato l'organo della chiesa da certe mire e che l'aveva fatto revisionare. Collaudato, le prime note sono andate a finire nell'orecchio di Garibaldi. Viene da pensare che fra don Antonio e Giuseppe era nato un feeling. Si prese cura del monumento il senatore Giovanni Spadolini sollecitando l'amministrazione al buon mantenimento»- La monografia storica di Pietro Nencini è un prezioso strumento per saperne di più.

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