La manifestazione
Morì in scooter, si fa il processo
La tragedia di Cesare Meini a Castiglioncello; conducente dell’auto rinviata a giudizio per omicidio colposo
PONSACCO. Si farà un processo per stabilire le responsabilità nella morte di Cesare Meini, di Ponsacco, avvenuta nell’estate di due anni fa. Aveva solo 14 anni Cesare e stava andando al mare, di domenica, a trovare gli amici, a Castiglioncello. Troppo presto per morire senza nemmeno provare a capire le cause della tragedia e di conseguenza anche le responsabilità. Il gup del tribunale di Livorno, dottor Ottavio Mosti, ha disposto il rinvio a giudizio della conducente dell’auto rimasta coinvolta nell’incidente costato la vita al ragazzino.
E pensare che all’inizio la Procura di Livorno, l'inchiesta era stata affidata al pubblico ministero Luca Masini, che ora è stato trasferito a Salerno, stava per archiviare il fascicolo a distanza di pochi giorni dall’incidente, attribuendo ogni responsabilità alla vittima, che era alla guida di uno scooter. Ora invece, dopo che ci sono state nuove indagini, Marinella Marcacci, 54 anni, di Capraia e Limite, la conducente dell’auto che ha travolto lo studente di Ponsacco, il 4 agosto di due anni fa, finirà a giudizio accusata di omicidio colposo. Il giudice dell’udienza preliminare ha valutato la fondatezza dell’accusa disponendo il processo che avrà inizio il 3 maggio dell’anno prossimo. Tempi lunghi, come si può vedere, ma per la famiglia Meini l’udienza di ieri è già stata un risultato importante sulla strada della ricostruzione della verità.
La famiglia Meini con gli avvocati Bice Del Giudice del Foro di Pisa e Mirella Giannessi, dopo essersi opposti all’archiviazione avevano ottenuto l’imputazione coatta dell’automobilista. Marcacci, difesa dall’avvocato Antonio D’Orsi di Empoli, ha sempre fornito dell’incidente una versione molto distante da quella che ora è stata presa in considerazione per formalizzare il capo di imputazione.
La donna risponde dell’accusa di omicidio colposo perché alla guida della sua autovettura Citroen mentre percorreva via dei Macchiaoli in direzione Sud, per imprudenza o negligenza, è andata a urtare il motorino condotto da Cesare il quale venne sbalzato dalla sella e morì per le lesioni riportate. Le viene contestata anche una violazione amministrativa al codice della strada in quanto viaggiava contromano. Fin dall'inizio, come abbiamo più volte scritto su questa cronaca, le dichiarazioni della conducente e dell'uomo che era con lei sulla Citroen coinvolta nel tragico scontro erano apparse in contrasto con l'esito di una perizia effettuata da un consulente nominato dalla famiglia Meini.
Tra l'altro erano le uniche dichiarazioni di testimoni dell'incidente e tendevano ad attribuire la responsabilità alla povera vittima. La polizia municipale si era fermata a quelle dichiarazioni.
«Siamo soddisfatti - dicono i genitori di Meini - abbiamo creduto nella giustizia e questo per noi è un passo importante. Vogliamo ringraziare chi ci è stato vicino in questi mesi e ci ha aiutato in questa vicenda. Ci aspettiamo solo che venga accertata la verità dei fatti».(s.c.)
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