Sicurezza
Analisi, garantite solo urgenze e ricoveri
Cecina: l’accusa del Fials sulla riorganizzazione dei laboratori: «È un evidente taglio dei servizi dell’ospedale locale»
CECINA. «L’anno scorso nel laboratorio dell’ospedale di Cecina sono state fatte 873mila analisi, con la riorganizzazione prevista si arriverà a 325mila». Daniela Boem, della segreteria del sindacato Fials, snocciola le cifre di quello che considera il primo passo del depotenziamento della struttura sanitaria cecinese e mette in guardia i cittadini, sottolineando come il decremento delle attività di laboratorio, che dovrebbe partire a breve, «non farà altro che creare problemi e ingorghi all’ospedale di Livorno, dove saranno concentrate le analisi degli altri presidi, con il rischio che poi la struttura centrale scoppi e che quindi si decida di affidare l’intero pacchetto analisi a un’altra azienda, per esempio quella di Pisa».
«L’azienda - fa sapere la sindacalista del Fials - dice di voler applicare la delibera regionale 1235/2012, che prevedeva la riorganizzazione di alcuni servizi sull’Area vasta. La norma prevede che gli esami ad alta automazione e a risposta rapida siano mantenuti nel laboratorio di riferimento di ciascuna azienda». Nel caso dell’Asl 6, chiaramente, il riferimento aziendale è il laboratorio centrale dell’ospedale del capoluogo. «A Livorno - prosegue Boem - andrà l’intera attività diagnostica della microbiologia, oltre alle altre branche che già in passato sono state raggruppate in quel laboratorio».
La sindacalista Fials fornisce una serie di dati, per dare il quadro «del depotenziamento delle attività su Cecina, e anche della perdita di posti di lavoro di tecnici di laboratorio». «Cecina passa dalle 873mila prestazioni del 2014 - dice - alle 325mila previste con la riorganizzazione a regime. Naturalmente le provette arriveranno anche da Piombino e Portoferraio, così a Livorno, che nel 2014 ha effettuato 2 milioni e 700mila analisi si arriverà a doverne fare oltre 4 milioni all’anno».
Alcuni esami, è bene chiarirlo, saranno comunque effettuati nel laboratorio cecinese. «Saranno garantite le analisi - prosegue la sindacalista - per l’utenza interna, ossia le persone ricoverate, e per le urgenze, ma esclusivamente esami per la coagulazione, la chimica clinica, l’ematologia e l’esame delle urine».
Per non parlare del problema relativo ai dipendenti. «L’Asl ha fatto un conto - spiega Boem - calcolando che i tecnici di laboratorio passeranno dagli attuali 83 su tutti gli ospedali della provincia a 81. Tra l’altro la riorganizzazione del laboratorio centrale di Livorno, che come detto vedrà quasi raddoppiare gli esami da effettuare, prevede che i dipendenti passino dagli attuali 48 a 51. Due in più sono pochi per garantire una corretta attività. A Cecina adesso si contano 14 tecnici di laboratorio che con la riorganizzazione diventeranno 12, il taglio più fprte sarà a Piombino (da 16 tecnici a 12), mentre l’Elba ne avrà uno in più (da 5 a 6)».
Secondo il Fials la centralizzazione degli esami di laboratorio rappresenta in primis la volontà di tagliare attività agli ospedali della provincia, ma anche un problema per i pazienti, che potrebbero dover subire ritardi nella consegna dei referti delle analisi. «La nostra paura - termina Boem - è che alla fine, con il raddoppio dell’attività e solo due tecnici in più, il laboratorio di Livorno non ce la faccia e quindi, giocoforza, faccia da catalizzatore la struttura sanitaria di Pisa».
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