La manifestazione
Crisi Pd, Costalli: «Pronto a dimettermi»
Il segretario: «Troppi veleni in giro». Commissariato? «Ho chiamato io il regionale perché il partito era spaccato»
CECINA. «Sì, sto pensando alle dimissioni. Ci sono troppi veleni in giro». Partiamo da qui. Da quello che il segretario comunale del Pd ci dice alla fine. Perché se Filippo Costalli fino ad oggi non ha sbattuto la porta mandando tutti quanti a ramengo è solo - racconta - per senso di responsabilità, “perchè c’è ancora da chiudere questa fase di crisi”, sebbene ritenga che “siamo giunti quasi alla fine”.
E i veleni?
«Guardate. Questa è una crisi che viene da lontano. Le polemiche non sono nate adesso, non è un caso che sono il quarto segretario eletto in un anno e mezzo. E’ una crisi che viene dalle primarie, indubbiamente, una fase in cui il partito era diviso in fazioni e gruppi».
E che però è esplosa in queste ultime settimane, no? Tanto che da Firenze sono arrivate le truppe cammellate a mettere le cose a posto.
«Anche su questo punto voglio essere chiaro: l’ho chiamato io Mazzeo. Sono stato io ad informare dapprima il territoriale e poi a chiedere l’intervento del vertice regionale. Tutti i tentativi di ricomposizione dell’unità del partito, del resto, erano saltati, la spaccatura tra il sindaco e il vicesindaco rischiava di essere la scintilla che innescava la miccia per una deflagrazione che avrebbe devastato il Pd».
D’accordo, però di un commissariamento si è trattato. Non è che il regionale si muove alla prima richiesta di aiuto, no?
«Si è capito che la situazione, a Cecina, era veramente difficile. Ma non mi sento commissariato. Lo stesso Mazzeo ieri e nelle conclusioni dell’assemblea ha avuto parole di apprezzamento per come è stata condotta e gestita questa crisi».
Però ha chiesto un aiuto a Firenze...
Era importante che ci fosse un’entità terza dotata anche di una certa autorità che mettesse a posto la situazione. Abbiamo perso un vice segretario, il presidente dell’assemblea, rischiavamo di perdere anche un consigliere del gruppo di maggioranza».
E il partito era diviso: lippiani, carliani e in ordine sparso...
«Diciamo di sì»
Mi scusi Costalli, ma se lei è stato elogiato dal regionale per il suo lavoro, se ritiene che la crisi è quasi superata, perché vuole dimettersi?
«E’ da un po’ che sto meditando le dimissioni. Ma voglio prima portare a termine questo lavoro, faticoso certo. Vi confesso, ho rischiato di andare fuori di testa (sorride) ma spero che questo intervento possa dare una prospettiva di lungo termine al partito a Cecina».
Alla fine, però, l’impressione è che il partito se ne esca con le ossa rotte e Lippi abbia ottenuto quello che voleva?
«Mi risulta che anche l’attività della giunta sia sottoposta ad una verifica con gli organi del partito, anche regionali».
E Sabrina Giannini?
«Il sindaco mi ha chiesto cosa ne pensassi. La ritengo una persona valida e preparata. Il mio giudizio è stato positivo. Del resto fa parte della mia segreteria».
L’intervista a Costalli finisce qui. Per quello che lo conosciamo pensiamo che effettivamente fra un po’ possa rassegnare le dimissioni. Anche se da Livorno e Firenze faranno il possibile per trattenerlo a Cecina. Sul fatto che la crisi possa essere rientrata, permetteteci qualche riserva. Del resto lo ha detto anche Costalli, stavolta un po’ in politichese: “C’è bisogno di un processo lungo”. Già, ma quanto?
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