Il Tirreno

LA MOSTRA

“Bacioni da San Vincenzo” riflettori sulle cave Solvay

“Bacioni da San Vincenzo” riflettori sulle cave Solvay

SAN VINCENZO. Decima mostra, fino a domenica 13 settembre, del ciclo "Bacioni da San Vincenzo", curato dai collezionisti sanvincenzini Andrea Raspolli e Claudio e organizzato dal Comnune di San...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Decima mostra, fino a domenica 13 settembre, del ciclo "Bacioni da San Vincenzo", curato dai collezionisti sanvincenzini Andrea Raspolli e Claudio e organizzato dal Comnune di San Vincenzo e dallo Yacht Club Marina di San Vincenzo. Le oltre 100 fra fotografie e cartoline esposte al piano terra del Palazzo della cultura di piazza Mischi riguarderanno questa volta il tema del lavoro e, soprattutto, la storia della Solvay e di San Carlo. "I criteri con i quali sono nate e si sono sviluppate le attività della Solvay in Italia - spiegano Raspolli e Nassi - rispondevano a precise direttive che provenivano espressamente dalla direzione di Bruxelles e che conferivano un carattere peculiare ad ogni opera dell’azienda belga. Gli insediamenti di Rosignano e di San Carlo, con la loro sostanziale autosufficienza, ne rappresentavano un tipico esempio: gli abitanti potevano condurre un’esistenza divisa tra fabbrica, abitazione, servizi sociali (scuola, ambulatorio, ospedale), luoghi di svago (circolo ricreativo, teatro, cinema, impianti sportivi), secondo i principi ideali tanto cari ad Ernest Solvay". In questo caso quasi tutte le immagini non provengono dalle consuete cartoline, ma sono foto del paese, del cantiere, delle attività di cava, dei dipendenti. Particolarmente interessanti sono le immagini di tutto il personale dipendente a San Carlo alla fine degli anni '30: oltre seicento dipendenti. Altrettanto significative quelle relative al ciclo di lavorazione: l'esplosione delle mine, la frantumazione del calcare, il carico sulla teleferica verso il Silos, il treno "bianco". nelle foto in mostra sono anche riassunte le attività sociali di Solvay, oltre ad alcune foto dei figli di dipendenti in colonia a Gavinana. "Un ringraziamento particolare - dicono Raspolli e Nassi - va a Walter Cappelli, sancarlino doc, che ci ha fornito moltissimo materiale fotografico e le copie di alcuni rari documenti. Grazie anche a Gianfranco Benedettini, Lorenzo Bientinesi e Leonardo Filaroni". Orario di apertura: 9-18,30, mentre sabato e domenica 15-19. Ingresso gratuito.

Paolo Federighi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca