Sicurezza
Corruzione, la Cassazione dice no
Rigettato il ricorso della Procura Generale: assoluzione per l’ex sindaco Nenci e l’ingegner Quintavalle
ROSIGNANO. Fu un’ estate caldissima quella del 2006 a palazzo civico. Un’inchiesta che provocò un terremoto perché investi in pieno il sindaco Alessandro Nenci, l’assessore all’Urbanistica Raffaele Boccaccini, un professionista - l’ingegner Giuseppe Quintavalle e, successivamente - un imprenditore, il titolare della Toscana Impianti Vinicio Gemignani. Accuse pesanti: tentata concussione, corruzione ed abuso di uffici per i primi tre. Una vicenda di appalti, promesse, episodi inquietanti (i colpi di pistola esplosi contro la portiera dell’auto del sindaco), presunte tangenti dal quale, lentamente, gli imputati sono usciti assolti. Ma che politicamente ha avuto forti contraccolpi per la giunta di centrosinistra alla guida del comune di Rosignano. Ieri sera, con una decisione arrivata pochi minuti prima delle 20, la terza sezione della Corte di Cassazione di Roma ha definitivamente chiuso una vicenda giudiziaria che si è trascinata per nove anni, rigettando il ricorso presentato dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Firenze contro la sentenza di secondo grado dell’aprile 2014 che aveva dichiarato l’assoluzione per l’ex sindaco Nenci e l’ingegner Roberto Quintavalle.
Per la Cassazione l’impianto della sentenza della Corte d’Appello di Firenze era in sostanza corretto, così come non si sono espressi dubbi - sollevati invece dalla Procura generale - per le motivazioni del dispositivo della sentenza stessa. Per l’ex sindaco Nenci e l’ingegner Quintavalle è la fine di una vicenda dolorosa, passata da un primo grado di giudizio - all’inizio del 2012 quando con i due furono assolti anche Boccaccini e Gemignani - e un appello di sedici mesi fa, chiuso con un’altra assoluzione.
Il giallo era cominciato con cinque colpi di pistola sparati di notte all'auto dell'ex sindaco parcheggiata davanti casa sua alle Spianate. E' il 22 settembre 2006 e ancora non sappiamo (e non lo si saprà) chi abbia sparato. Il 2 ottobre l’imprenditore Angelo Infantino (poi costituitosi parte civile nel processo all’ex sindaco e gli altri) scrive a Nenci chiedendo un incontro. Nenci accetta e fissa per il 25. Ma, d'accordo con i carabinieri, piazza le cimici nel suo studio. Il 16 aprile 2007 i carabinieri trasmettono il fascicolo all'Antimafia di Firenze. Ma Infantino a sua volta, il 27 aprile, firma un esposto contro Nenci sostenendo che il sindaco, attraverso Quintavalle, gli ha chiesto una mazzetta da mezzo milione. L'inchiesta si ritorce contro Nenci. Il 26 settembre i carabinieri perquisiscono uffici comunali e abitazioni. La procura chiede anche gli arresti, il gip Merani dice no e la procura si appella al tribunale del riesame, che l'11 aprile 2008 dispone gli arresti per Nenci e Quintavalle. Gli avvocati ricorrono in Cassazione che l'11 novembre annulla l'ordinanza e rinvia gli atti a Firenze. Il 15 maggio 2009 Firenze fa dietrofront. Nel frattempo uno degli indagati, l'assessore Raffaele Boccaccini, si dimette. L'inchiesta va avanti e più tardi tira dentro anche Vinicio Gemignani, titolare della Lti (La Toscana impianti), per l'ampliamento dei parametri relativi al comparto industriale dove ha sede l’azienda. Il 26 gennaio 2012 bil Gup Pirato assolve tutti perchè il fatto non sussiste. La Procura ricorre, ma l’8 aprile scorso la Corte d’Appello conferma le assoluzioni per Nenci e Quintavalle, Tutto finito? Macchè. Si va in Cassazione, fino alla sentenza di ieri che chiude la vicenda giudiziaria. Soddisfatti i legali di Nenci e Quintavalle, gli avvocati Alberto Uccelli e Anna Francini. Quest’ultima annuncia di aver ricevuto mandato dal suo assistito di valutare se procedere o meno per calunnia contro i grandi accusatori al centro dell’indagine sul regolamento urbanistico rosignanese.
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