Attenzione
Sanità, nato un nuovo comitato per l'ospedale
Cecina: l’intento del gruppo, con esponenti di M5S e Carc, è raccogliere le firme per l’abrogazione della legge che riforma il sistema sanitario toscano
CECINA. Hanno uno scopo preciso: raccogliere 40.000 firme entro il 30 di ottobre. Una petizione per ottenere l’abrogazione dell’ultima riforma della sanità toscana (legge 28 del 2015, approvata lo scorso marzo dalla Regione), che secondo loro «porterà a forti tagli sugli ospedali di Cecina e anche di Piombino, perché è chiaro che le due strutture, dovendosi integrare, perderanno reparti». Questa la battaglia che ha avviato il “Comitato per la sanità pubblica Cecina e Rosignano”. Un gruppo che al momento conta una trentina di iscritti tra Cecina, Rosignano e i paesi collinari e che - lo precisa la giovane portavoce Giulia Torrini, di Casale - «non è in contrasto con il comitato pro ospedale che si è battuto negli anni per la sanità locale. Non c’è differenza tra i due comitati, sono in continuità».
Un gruppo, quello appena sorto per salvare la sanità toscana e prima di tutto l’ospedale cittadino, che nasce senza colore politico. Anche se tra i primi attivisti si contano esponenti del Movimento 5 Stelle (di Cecina e Rosignano), attivisti dei Carc e del movimento stop Ttip, oltre che membri dell’ormai storico comitato pro ospedale, nato nel 2010 anche grazie a don Reno Pisaneschi. E, secondo i referenti nel nuovo comitato, che ieri mattina ha cominciato la raccolta firme per avviare l’iter per l’abrogazione della riforma della sanità toscana anche l’ex parroco del duomo dovrebbe firmare la petizione nei prossimi giorni.
L’idea di avviare una raccolta firme per abrogare la legge che ridisegna la sanità toscana, come spiega Torrini, «è partita a fine aprile per l’incontro tra i sindaci dei paesi collinari, che firmarono anche un documento unitario per la salvaguardia della sanità locale». Le elezioni prima e la stagione estiva poi devono aver rallentato l’avvio della raccolta firme, che adesso è partita in modo ufficiale con la costituzione dell’apposito comitato.«Saremo ogni martedì - spiegano i membri - qui a Cecina per il mercato, poi sabato 12 settembre saremo in piazza Guerrazzi nel pomeriggio. Stiamo organizzando date anche su Rosignano, e abbiamo attivato la pagina facebook “Comitato per la sanità pubblica Cecina e Rosignano”».
Molti i problemi della sanità che il neonato gruppo mette in evidenza. In primis quello che viene additato come «depotenziamento della chirurgia di Cecina - dicono i rappresentaNti -, che con l’accorpamento con Piombino è chiaro che andrà a sparire». «Che ci sia un problema - spiega Giulia Torrini - nella gestione degli ospedali della costa è vero, ma l’unione di quelli di Cecina e Piombino, con ovvi tagli di reparti, non rappresentano il modo per risolverli. Questo sistema di Area vasta non rende più efficienti i servizi, ma al contrario li diminuisce». I rappresentanti del “Comitato per la sanità pubblica”, assicurano che alle loro posizioni «si stiano avvicinando anche alcuni professionisti del settore. «I lavoratori - termina Torrini - sottolineano i turni massacranti a cui, con i tagli di personale, sono costretti».
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