Sicurezza
Il parere medico «Corto circuito inspiegabile»
Un corto circuito improvviso nel meccanismo di contrazione ed il cuore va in tilt. La morte è istantanea. Non ci sono regole: può accadere in apparente buona salute, addirittura durante il sonno, può...
Un corto circuito improvviso nel meccanismo di contrazione ed il cuore va in tilt. La morte è istantanea. Non ci sono regole: può accadere in apparente buona salute, addirittura durante il sonno, può colpire un atleta anche ben allenato nel corso d’uno sforzo fisico oppure in assoluto riposo.
Non è prevedibile, non è prevenibile, non è nemmeno spiegabile – spesso - pur dopo l’autopsia. Due le ipotesi: la displasia aritmogena del ventricolo destro e la cardiomiopatia ipertrofica.
La prima è legata alla sostituzione estesa delle fibre muscolari del cuore, a livello soprattutto di questa cavità, con tessuto adiposo, cioè grasso. Si tratta di una condizione su base ereditaria che, anche in apparente stato di benessere, puo’ dar luogo ad un grave disturbo del ritmo. Il tessuto grasso non è infatti in grado di condurre lo stimolo elettrico destinato alla contrazione della pompa a differenza di quanto avviene per il tessuto muscolare. La seconda, sempre basata su predisposizione ereditaria, è rappresentata invece da un ispessimento delle pareti cardiache, senza una causa evidente, situazione che comunque puo’ provocare una condizione d’ insufficienza cardiaca proprio per il maggior carico di lavoro contrattile cui viene sottoposto il cuore. La displasia, non è facile ad evidenziarsi attraverso l’esecuzione degli esami diagnostici specialistici. La risonanza nucleare magnetica potrebbe avere un ruolo, ma è indicata solo su precisi sospetti clinici. Per l’ipertrofia, invece, un’ identificazione vede l’esame principale nell’ecocardiogramma ovvero l’impego degli ultrasuoni, anche sulla scorta di alterazioni nel tracciato elettrocardiografico. Ma al di là di quanto detto, doveroso è parlare di prevenzione. Un percorso necessario per la tutela della salute, in ogni momento ed in ogni condizione. Certo, di piu’, in chi voglia praticare attività sportiva. Esistono regole ben precise, ma il livello di sicurezza – per quanto possibile – è la consapevolezza del singolo a praticare uno sforzo psico – fisico all’altezza della sua condizione in quel momento. Un equilibrio non facile a seguirsi secondo logiche individuali.
Gian Ugo Berti
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