Il Tirreno

Protesta una mamma: "Mia figlia snobbata al pronto soccorso"

Silvia Trovato
Protesta una mamma: "Mia figlia snobbata al pronto soccorso"

Cecina, ore di attesa. "Per loro non era nulla. Siamo andate a Pisa e l’ha curata un chirurgo plastico"

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CECINA. Un pronto soccorso affollato e la mancanza di personale disponibile, una bambina con una profonda ferita all'altezza del polso, la corsa da un ospedale all'altro, sono gli ingredienti di un pomeriggio di agosto all'insegna dell'emergenza. Rossella Nannini, residente a Castellina, qualche giorno fa si è dovuta recare di corsa all'ospedale di Cecina con la sua bambina di sette anni che aveva una profonda ferita al polso causata da schegge taglienti di ceramica «la ferita perdeva molto sangue e le ho fatto una fasciatura molto stretta per cercare di fermare l'emorragia iniziale e così ci siamo precipitate al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina – racconta Rossella Nannini – una volta arrivate non ci hanno registrate e alcune delle persone in attesa mi hanno fatto notare che la bambina non aveva l'apposito braccialetto così ho chiesto informazioni e mi è stato risposto che non c'era personale medico disponibile nemmeno per dare una prima occhiata alla ferita che nel frattempo con la fasciatura non perdeva più così tanto sangue».

L'attesa intanto si prolunga due ore: «di passaggio fermo un'operatrice socio assistenziale, era l'unica che potevo interpellare in quel momento, si ferma a dà un'occhiata sommaria alla ferita, a mani nude, senza guanti, né protezione alcuna, leva la fasciatura a mia figlia e la apre per vedere se ci fossero schegge; mi dice che secondo lei la ferita non è grave, che ha preso solo la pelle, ma nel frattempo con la leggera manipolazione della ferita il sangue comincia di nuovo a scorrere copioso». A quel punto la signora Rossella intimorita dal pensiero di un'attesa ancora indefinita e prolungata, con la ferita della bambina che ricomincia a sanguinare, decide di lasciare il pronto soccorso di Cecina e di recarsi direttamente all'ospedale di Pisa. «Appena siamo arrivate all'ospedale di Pisa subito ci ha visitate un pediatra, che ha guardato la ferita senza toccarla e ha chiamato immediatamente anche il chirurgo plastico – spiega la signora Rossella – appena arrivato il chirurgo ci ha detto che la ferita era all'altezza dell'arteria e che doveva medicarla lui perché il taglio era molto brutto, e rischiava di trasformarsi in una cicatrice permanente; la bambina ha ricevuto un'anestesia locale e solo a quel punto hanno aperto la ferita per pulirla e medicarla con attenzione e alla fine le hanno messo quattro punti e ci hanno dato una cura di antibiotici da seguire». La signora Rossella conclude la segnalazione dicendo «non è la prima volta che mi trovo a gestire una situazione simile al pronto soccorso di Cecina e ho deciso per questo di segnalare il calvario vissuto con la bambina perché non credo sia possibile dover sostenere situazioni di questo genere, a maggior ragione se si tratta di bambini».

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