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Nei magazzini comunali ospitati 6 profughi

Nei magazzini comunali ospitati 6 profughi

Castagneto: trasferiti da Castiglioncello, in totale non potranno essere oltre 15 Il sindaco: «Un modello umano e gestibile, si possono integrare bene»

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CASTIGLIONCELLO. Sono arrivati da più di una settimana. Accolti senza clamori nella struttura che in passato il Comune di Castagneto Carducci destinava all'accoglienza di uomini in condizioni di disagio abitativo. Un tetto appartato per i sei profughi trasferiti dall'hotel Saint Vincent di Castiglioncello, dove erano ospitati da sei mesi. Lontano da sguardi indiscreti, all'interno del perimetro dei magazzini comunali, in via del Fosso, a Donoratico. Ed è la prima risposta alle richieste arrivate dalla Prefettura di Livorno sulla scorta dell'emergenza sbarchi. Insieme a Cecina, dove all’hotel Manuel sono arrivati 38 profughi, Castagneto apre le porte e prova a fare la sua parte nell'ambito di una strategia che prevede un'accoglienza diffusa sul territorio della Toscana. «Un modello che trovo umano e gestibile», sottolinea il sindaco Sandra Scarpellini. In terra castagnetana a regime i profughi dovrebbero non superare la soglia dei 15. «L'estate non aiuta a trovare la disponibilità di spazi per l'accoglienza nella nostra realtà _ spiega Scarpellini _. Con la fine della stagione turistica lanceremo un appello alle agenzie immobiliari per l'eventuale disponibilità di due o tre appartamenti con cui proseguire il progetto di accoglienza».

La casa all'interno dei magazzini comunali da due anni era chiusa perché necessitava di importanti manutenzioni. Lavori di cui si è fatta carico in buona parte l'Arci Bassa Val di Cecina, dall'acquisto della caldaia e dei sanitari agli arredi. Il Comune c'ha messo la manodopera dei suoi operai. L'Associazione da anni ha maturato una solida esperienza sul fronte dell'accoglienza e dei progetti di inserimento dei profughi nell'ambito del programma Sprar.

I sei uomini, tutti tra i 30 e i 35 anni d'età, arrivano dal Mali, il Bagladesh e la Nigeria. Saranno tutti coinvolti in attività di volontariato. A seguirli quotidianamente sono i tutor dell'Arci e sono in corso di definizione gli aspetti burocratici affinché possano prestare la loro opera per piccole manutenzioni o alla mensa della Caritas. Intanto è iniziato il corso d'italiano e sono state recuperate delle biciclette per garantire loro la possibilità di spostamento. Ma a fare la differenza è anche la rete associativa che si è da subito mobilitata. Arci Bassa Val di Cecina, che è l'ente capofila e referente per la Prefettura, Arci Donoratico, Auser, Centro solidarietà Monica C, Comitato soci Coop, Croce rossa, Misericordia di Castagneto, Opere sociali san Bernardo Abate, Caritas e presidio Libera Rossella Casini. «C'è una rete ben costruita con cui partiamo in questa esperienza e sono certa che la presenza di questi ragazzi in un tessuto come Donoratico neppure verrà notata _ conclude il sindaco Scarpellini _. Da parte loro sono ben consapevoli che rispetto ad altri hanno un'occasione e per coglierla a pieno devono viverla al meglio. Sono tutti scappati dalla loro terra d'origine e sono richiedenti asilo».

Manolo Morandini

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