Sicurezza
«Al centro Asl non ritirano i sussidi per i disabili»
CECINA. Don Reno Pisaneschi, presidente del Comitato pro ospedale, interviene sulla sanità cecinese. «Si ha l'impressione di un passaggio obbligato - scrive - al salto in alto di 5 metri con l'asta...
CECINA. Don Reno Pisaneschi, presidente del Comitato pro ospedale, interviene sulla sanità cecinese. «Si ha l'impressione di un passaggio obbligato - scrive - al salto in alto di 5 metri con l'asta senza capacità di superare prima i 2 metri normali: si passa dalle comuni Asl alle Grandi Aree Vaste sempre alla ricerca di spendere meno e guadagnare di più in tempi di carestia economica. Come? Tagliando sui servizi e chi può s'arrangi dove e come crede più opportuno, siamo in regime di libertà: ormai il balconcino di Piazza Venezia è chiuso da 70 anni. Siamo "liberi"! Chi? Tutti quelli che hanno un portafoglio abbastanza peso mentre gli altri gangano costretti a ricorrere sempre alla famosa ASL 6 che adesso intruppata si chiama “Grande Area Vasta Nord-Ovest“. Come vanno allora le cose?» Don Reno cita un esempio che gli hanno raccontato. “Nella nostra famiglia è stata presente fino al 5 luglio una persona disabile - spiega la persona di cui riferisce il parroco - che ha usufruito di lettino con sponde e materasso antidecubito, della sedia a rotelle pieghevole idonea per uscire, sedia per muoversi in casa. Quando è venuta a mancare ci siamo subito premurati a riportare i sussidi ricevuti al centro assistenza disabili presso il nostro ospedale di Cecina caricandoli su un mezzo di nostra proprietà. Tanta premura era legata al fatto che a noi era stata data autorizzazione ad acquistare la carrozzina pieghevole perché non disponibili in magazzino. Chiesto dove scaricare il tutto ci è stato detto che l'ospedale non era più autorizzato al ritiro dei sussidi per disabili ma che avrebbero mandato immediatamente richiesta di ritiro dei suddetti mezzi al centro tecnologie sanitarie Azienda Usl 6 di Livorno: era l'8 luglio scorso. Da allora si sono susseguite numerose telefonate al "Nuovo Centro di raccolta" con notevole perdita di tempo perché il telefono risultava quotidianamente occupato. Quando, per volere del caso, siamo riusciti a parlare con un operatore ottenendo l' effetto di tante promesse e mai mantenute. A fronte delle minacce di metter fuori il materiale ricevuto, se non fossero venuti a penderlo, ci è stato detto prima privilegiamo le consegne poi i ritiri. Sul quotidiano Il Tirreno del 27 agosto si leggeva del disagio di circa 60 famiglie che non possono avere i sussidi per disabili, che regolarmente spetterebbero loro ma non ci sono in giacenza". L'antico detto "Corpo pieno non crede a quello vuoto" è sempre di una terribile realtà". Io personalmente mi domando e domando a tutti lettori e agli interessati ai servizi sanitari (specialmente agli ammalati) cosa accadrà nella nuova Area vasta nord-ovest che avrà il territorio delle province di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno in una superficie di 4.992,69 km quadri con 1.362.585 abitanti quando ha fatto sempre pena la Asl 6 di antica memoria per soli 82.900persone? Ai posteri l'ardua sentenza ma a noi subirne le conseguenze! Cittadini svegliatevi!»
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