Sicurezza
Fogne in mare, caccia alle vecchie tubature
Revocato il divieto di balneazione su tutta la costa, ma parte un piano per analizzare le condutture private e i fossi
ROSIGNANO. Ieri, in tarda mattinata, gli stabilimenti balneari hanno ammainato la bandiera rossa. Il sindaco Alessandro Franchi ha infatti firmato l’ordinanza di revoca dei divieti di balneazione che hanno interessato, per una settimana, il mare antistante la baia del Quercetano e il tratto che va dalla scogliera dei Pungenti alla baia di Caletta. I parametri batteriologici sono rientrati nella norma. Intanto, dopo il summit tra il sindaco, l’assessore alla qualità urbana Piero Nocchi, l’amministratore delegato di Asa Ennio Trebino, l’ingegnere Michele Del Corso responsabile per Asa del settore fognature e depurazione e degli ingegneri del Comune Serena Talamucci e Beatrice Barlettani, è stato annunciato un censimento di tutta la rete fognaria della zona del Quercetano nonché il via ai lavori per il raddoppio del depuratore di Rosignano. L’incontro tra Comune e vertici Asa ha avuto come obiettivo quello di analizzare le cause che hanno portato ai divieti di balneazione nonché quello di valutare l’attuale situazione delle reti fognarie e gli interventi già effettuati nella zona a mare di Rosignano Solvay, per la precisione sul botro Porcarecce. Tra i lavori in programma: la mappatura sulla rete fognaria del Quercetano dalla zona a monte fino ad arrivare alle abitazioni che si affacciano direttamente sulla baia.
Le cause del divieto di balneazione. Al Quercetano ci sono stati due eventi: lo sfioro della stazione di sollevamento e l’immissione in mare delle acque del botro Quercetano; alle spiagge bianche si è attivato lo scolmatore di piena che si trova prima del depuratore; a Caletta infine c’è stato un guasto elettrico, dalle 16,30 alle 19,30, che non è stato segnalato da Enel. Tra l’altro il comune e Asa segnalano di non avere possibilità di linea diretta con Enel in caso di guasti. Il sindaco tiene a chiarire che «la rete fognaria copre tutto il territorio comunale e, ad esclusione dei palazzoni Solvay e delle abitazioni del quartiere attorno alla fabbrica, si tratta di un sistema in cui le acque bianche sono separate dalle acque nere». Nonostante ciò «vi sono criticità perché la rete è stata costruita in tempi diversi e con tecniche diverse». E dunque «possono esistere – spiega Del Corso – punti non noti di collegamento tra acque bianche e quelle nere, scarichi che oggi vengono definiti non regolari e dei quali ci siamo accorti anche durante l’indagine compiuta nella zona a mare di Rosignano dove, dopo i primi interventi, il sistema ha tenuto. Per esempio, numerose abitazioni hanno ancora le grondaie dei tetti collegate con la rete delle nere, o pozzetti di bianca realizzati accanto alla rete della nera». Nel gergo tecnico, si chiamano “acque parassite”. «Quando il surplus di pioggia arriva ad interessare la rete delle fognature nere il sistema va in sofferenza e si attivano i punti di sfioro». Di fatto il liquido sotto pressione scolma. «Non abbiamo problemi strutturali – ha sottolineato Ennio Trebino – ma situazioni sparse di criticità dovute per lo più ad allacci irregolari quindi occorre fare indagini conoscitive e mappature prima di intervenire con lavori mirati. Oggi gli eventi atmosferici hanno un andamento particolare: il fatto che la temperatura del mare si sia innalzata porta a piogge tropicali».
Mappatura al Quercetano. La prima riunione tecnica prenderà il via questa mattina. Asa e Comune hanno deciso di mettere in atto un’indagine, casa per casa, pozzetto per pozzetto, così come è stato effettuato nella zona a mare di Rosignano dove, al momento, sono stati riscontrati 150 punti di irregolarità dovute soprattutto alla storia, «nel senso – dice l’ingegnere Asa - che 50 o anche 30 anni fa i lavori venivano eseguiti in modo diverso rispetto ad oggi».
Protocollo tra Arpat e Regione. «L’altro problema legato alla balneabilità delle acque – dice Franchi – è la presenza di numerosi botri sul nostro territorio che con le piogge forti portano in mare anche materiali organici». Per questo il sindaco e l’assessore Nocchi ritengono opportuno attivare con Arpat e Regione un percorso per arrivare a dei protocolli, validi per tutta la costa toscana, che vietino automaticamente la balneazione dopo piogge forti per un certo periodo di ore.
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