La protesta
Chirurgia e ginecologia organici col fiato corto
Pensionamenti, un’aspettativa e un infortunio mettono in difficoltà l’Asl 6 Soluzioni per il blocco operatorio ma non per l’altro reparto dell’ospedale
CECINA. S’indebolisce l’organico del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cecina. Lascia l’incarico per la pensione, dal 2 settembre, il medico Elvia Vispi. Ma dall’Azienda sanitaria, per adesso, non arrivano i segnali di una sua sostituzione. Una possibile criticità, che mette in discussione il pieno funzionamento del reparto, già ai limiti dell’organico, e che fa il paio con quelle della chirurgia dove, invece, la direzione annuncia l’arrivo di due nuovi chirurghi nell’arco di alcune settimane. Ma anche qui c’è da fare i conti con numeri diversi: il prossimo pensionamento del primario Giuseppe Meucci, una richiesta di aspettativa e un infortunio.
Ogni segnale è utile per decifrare gli assetti che si determineranno sulla scorta della riorganizzazione nell’ambito della costruenda Area vasta Toscana Nord ovest, in cui sono confluite tutte le realtà di Lucca, Massa e Carrara, Versilia, Pisa e Livorno. La possibile riduzione dell’organico di ostetricia e ginecologia è vista come il fumo negli occhi. Già il reparto è diretto con incarico di facente funzione, dal medico Andrea Antonelli. Ma si tratta di una nomina a tempo, per 12 mesi, rinnovata lo scorso 18 maggio dal direttore sanitario dell’Asl 6 Carlo Giustarini.
«Chirurgia e ostetricia ginecologia sono reparti da tempo in sofferenza a causa del ridotto organico medico, e che pensionamenti e infortuni hanno costretto a importanti riduzioni delle prestazioni chirurgiche e diagnostiche». Questa la fotografia del gruppo Sanità del Partito democratico di Cecina, che raccoglie i contributi di medici e tecnici sanitari rappresentativi di tutti i settori della sanità locale. Un dato a cui la direzione dell’Azienda sanitaria risponde con l’arrivo di due nuovi chirurghi e assicura che «non è in atto al cun progetto di ridimensionamento della struttura ospedaliera o del servizio assicurato dal reparto di chirurgia».
Il gruppo sanità del Pd cecinese tira le fila di quanto raccolto dalla voce dell’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi recentemente ospite alla Festa dell’Unità. «Si individuano i territori della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia come territorio omogeneo dal punto di vista sociale e con problematiche simili, soprattutto per i flussi turistici, e la possibilità di ridisegnare l’ambito territoriale anche con l’apporto di un bacino più ampio di popolazione». E ancora: «Territorio, che nell’ambito della distribuzione della rete ospedaliera, offra ai propri cittadini tutti i servizi e percorsi sanitari di base e si integri nella rete con offerte di eccellenza, rete in cui Cecina avrà un ruolo determinante».
In discussione gli equilibri con l’ospedale di Livorno che in termini di popolazione ha un bacino equivalente alla somma di quelli della Val di Cornia e Bassa Val di Cecina. «L’assessore ha ribadito il valore dell’ascolto dei cittadini e della rappresentanza politica locale che di questi bisogni si fa interprete, della necessità che le scelte siano condivise, e che tutti i territori abbiano pari dignità – dice il Gruppo sanità del Pd –. Dichiarazioni che accogliamo con favore ma attendiamo atti concreti che valorizzino servizi e percorsi esistenti, e che nell’immediato, risolvano problemi vecchi, criticità e nuove emergenze». Nell’elenco mettono la necessità di «lavorare per la riduzione delle liste di attesa e sulla piena funzionalità del pronto soccorso, ma soprattutto risolvere, come già sollecitato da tempo anche dal sindaco di Cecina a cui va il nostro appoggio, le criticità che mettono in discussione il pieno funzionamento della chirurgia e dell’ostetricia/ginecologia. Reparti da tempo in sofferenza a causa del ridotto organico medico e che pensionamenti e infortuni hanno costretto a importanti riduzioni delle prestazioni chirurgiche e diagnostiche». E concludono: «Chiediamo con fermezza, nella nuova organizzazione aziendale, una equa distribuzione di servizi sanitari ospedalieri e territoriali, nonché delle risorse umane ed economiche».
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