Il Tirreno

Ancora fumo nero dalla torretta dell’etilene, proteste

VADA. Continua a emettere fumo nero e con una frequenza insolita, la torcia del deposito di etilene gestito da Ineos, nella frazione di Vada. A seguito degli avvenimenti del 27 luglio scorso, quando...

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VADA. Continua a emettere fumo nero e con una frequenza insolita, la torcia del deposito di etilene gestito da Ineos, nella frazione di Vada. A seguito degli avvenimenti del 27 luglio scorso, quando un guasto all’impianto di raffreddamento (provocato da infiltrazioni di acqua all’interno dei compressori) ha fatto alzare gli occhi al cielo per lo spavento a turisti e residenti: una densa colonna di fumo nero e intense vampate di fuoco fuoriuscivano dalla torretta destinata alla combustione dell’etilene in eccesso e sono state avvistate sia da chi si trovava a percorrere il tratto via Aurelia tra Rosignano Solvay e Vada che dagli stabilimenti balneari della zona. Il direttore dell’impianto aveva subito assicurato alla cittadinanza una pronta risoluzione del problema intervenuto a turbare gli animi di numerosi bagnanti e residenti. Nel giro di una manciata di giorni, infatti, le spiacevoli emissioni hanno smesso di essere continue eppure non sono cessate del tutto. Ad alcuni residenti di Vada la cosa non va giù e non fa che salire la preoccupazione. «Tante persone hanno continuato per tutta la stagione a guardare la torretta che bruciava. – dice Daniele Grossi, un abitante di Vada – Questi accadimenti, da rari che erano negli anni scorsi, sono diventati una regola: il fumo esce dalla torretta giorno e notte». Altre fumate intense e di colore scuro sono state registrate, in particolare, nella giornata di martedì 18 e tra sabato 28 e domenica 29 agosto. «Questi eventi sono quotidiani e c’è timore. Anche se le autorità ci rassicurano che questo fumo non provoca danni alla nostra salute, non è certo bella l’immagine del nostro territorio che regaliamo ai turisti. – continua Grossi – . Tutte le attività di attrazione turistica che abbiamo vengono danneggiate da questi eventi». Il dubbio del cittadino vadese è che il guasto all’impianto sia qualcosa di più grave dell’infiltrazione di liquido nei compressori dell’impianto di riscaldamento, che ormai dovrebbe essere stata risolta: «L’acqua non provoca del fumo nero, a questo punto chiediamo delle risposte chiare e interventi risolutivi».

Elena Battaglia

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