Sicurezza
L’ex Lido è un pericolo, 15 giorni per il ripristino
Cecina, il Comune emette l’ordinanza in scia ai rilievi dei vigili del fuoco: ponteggi degradati e acqua piovana accumulata nei locali del seminterrato
CECINA. Costretti a vedere. Impossibile girare le spalle al cantiere abbandonato dell’ex Lido a Marina di Cecina. È la relazione dei vigili del fuoco a mettere nero su bianco i pericoli e il degrado da anni sotto gli occhi di marinesi e turisti. E il Comune a doversi attivare per il “Ripristino delle condizioni di sicurezza e decoro”. È questo l’oggetto dell’ordinanza del 28 agosto che dà alla Maestrale Srl, a cui fa capo l’operazione immobiliare, quindici giorni per intervenire. Peccato che l’estate sia trascorsa, ancora un’altra, con quel monumento in negativo, un pessimo biglietto da visita, che da anni segna in negativo lo skyline del lungomare.
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Tempi serrati. Il sopralluogo dei vigili del fuoco a ridosso di Ferragosto. La relazione del 24 agosto. L’ordinanza di quattro giorni dopo. Sono il segno di una corsa che ha preso il via il 9 agosto sulla scorta dell’accurata informativa di un tecnico esperto in sicurezza dei cantieri, l’ingegner Paolo Bernardini, consegnata ai vigili del fuoco, i dipartimenti di Prevenzione e protezione e di Igiene e sanità pubblica dell’Asl 6 di Livorno, la polizia municipale e il sindaco di Cecina. Impossibile voltarsi dall’altra parte. Questa volta alcuni cittadini marinesi hanno usato la leva giusta chiedendo sponda all’ex concittadino esperto in cantieri e che continua a frequentare la zona nel fine settimana.
I vigili del fuoco confermano a grandi linee che non c’è tempo da perdere. “C’è un forte stato di degrado della recinzione di cantiere, non idonea a interdire l’accesso all’area”. Segnalano la presenza di materiale anche ai piani superiori che non è adeguatamente assicurato. L’accumulo di acqua piovana nei locali seminterrati. E il degrado strutturale dei ponteggi. Un quadro che non lascia spazio alle interpretazioni e obbliga a mettere mano al cantiere.
Nell’ordinanza 269 del Comune si sottolinea “la necessità di adottare idonei provvedimenti funzionali all’immediato ripristino delle condizioni di sicurezza, igienicità e decoro dell’area”. E nel documento la società fiorentina Maestrale viene avvisata che in caso di inottemperanza si vedrà arrivare il conto dei lavori di cui si farà carico in via sostitutiva il Comune.
Potrebbe essere la volta buona - in attesa di una ripresa dei lavori, più volte annunciata dopo che la Maestrale Srl è stata ammessa al concordato preventivo -, per restituire un’immagine più decorosa a quello spicchio di lungomare marinese. Ma resta forte la sensazione di un dejavù e d’impotenza a fronte di quel cantiere in cui anche un profano non riesce a spiegarsi l’eccessiva indulgenza con cui in questi anni si è lasciato che il degrado si facesse spazio in quello spicchio tra largo Cairoli e la terrazza tra i bagni Girasole e l’Armida.
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