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Ecco due nuove farmacie sei mesi per l’apertura

Ecco due nuove farmacie sei mesi per l’apertura

Le zone interessate sono San Pietro in Palazzi e la Ladronaia area ex Magona Due cordate di professionisti si sono aggiudicate la gara dalla Regione

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CECINA. Due. Il numero non si discute. Sono le nuove farmacie che nell’arco dei prossimi sei mesi apriranno i battenti sul territorio cecinese sulla scorta della graduatoria approvata dalla Regione, in applicazione della legge 27/2012 ovvero il pacchetto di liberalizzazioni introdotto dal governo Monti. Una sorgerà nella zona artigianale di Palazzi mentre l’altra è prevista tra la Ladronaia e via Montanara.

Una farà capo all’associazione tra professionisti guidata dalla farmacista Daria Forestiero, attualmente impiegata presso la Farmacia Giovannetti a San Pietro in Palazzi. Mentre per l’altra a guidare l’associazione è Giuseppe Albanese, iscritto all’Ordine dei farmacisti di Latina. I soci, che devono restare in società per dieci anni, in questi mesi dovranno attivarsi per trovare un fondo adatto all’apertura della farmacia all’interno del perimetro di via indicato nel bando della Regione Toscana.

Una novità non da poco. Da sette farmacie a Cecina, in base ai parametri arrivati da Roma, si passerà a nove. A cambiare, infatti, in base al decreto Monti, è la “densità” dei punti vendita sul territorio: da uno ogni 4mila abitanti si passa a uno ogni 3mila. Un potenziamento per migliorare l’accesso dei cittadini all’assistenza farmaceutica, soprattutto in considerazione del costante invecchiamento della popolazione.

Un capitolo che arriva a compimento e sul quale nel recente passato avevano pesato i rilievi dei titolari della Farmacia Marchionneschi sulla nuova apertura tra la Ladronaia e via Montanara. Un ricorso al Tribunale amministrativo della Toscana vinto e che ha obbligato l’amministrazione comunale a rimettere mano alla delibera 54 del 2012 con cui la giunta dell’epoca individuava l’ubicazione dei due esercizi. In pratica, i giudici amministrativi nella sentenza non rilevano tanto incongruenze nell’individuazione dei nuovi punti vendita quanto un difetto di forma nel percorso seguito dal Comune. Ovvero, la mancata acquisizione del parere obbligatorio dell’Ordine di farmacisti di Livorno. Lacuna colmata con una successiva delibera che ha acquisito il documento, obbligatorio ma non vincolante. Mentre sul piano della concorrenza alle farmacie esistenti non sono state mossi rilievi.(m.m.)

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