Lutto
Nuove analisi di Arpat intanto crescono i divieti
A Portovecchio estesa l’area già interdetta. Domenici: «Oggi i risultati dei prelievi» Riesplode la polemica sulla tenuta delle fognature e dei fossi con il maltempo
ROSIGNANO. Uno, i divieti restano. Due, semmai da ieri si estendono anche a sud di Portovecchio, dal botro dei Condotti fino al molo dei Bagni Graziella. Tre, Arpat ha fatto ieri nuovi prelievi. Quattro: oggi si attendono i risultati - come spiega l’assessore all’Ambiente Domenici (ufficialmente in ferie, ma che segue da vicino l’evolversi della situazione). Cinque: dai risultati dipenderà o meno l’eventuale revoca delle ordinanze che interessano, oltre a Portovecchio ed al Quercetano, anche le Spiagge Bianche (livello altissimo di escherichia coli 5475 mpn/100ml). Sei (e chiudiamo), riesplode a Rosignano la polemica sulla tenuta del sistema fogniario quando c’è il maltempo e soprattutto forti piogge.
Intanto ieri la spiaggia dorata della baia del Quercetano aveva qualcosa di surreale. I bagnanti che hanno raggiunto gli arenili, guardavano l’acqua di mare, sogno di refrigerio, senza però potersi buttare a causa del divieto ben segnalato dalle bandiere rosse issate in ogni stabilimento balneare. Solo qualche malinformato (o temerario) si è buttato.
Questa raffica di divieti, del resto, sta rialimentando una vecchia polemica. « Alle Spiagge Bianche “e’ entrato in funzione in bypass del depuratore – dice il sindaco Alessandro Franchi – a Portovecchio è mancata l’energia elettrica che ha mandato in tilt una pompa della stazione di sollevamento». Al Quercetano si teme sia accaduta la stessa cosa. Di sicuro qualche tratto della rete fognaria non ha tenuto, qualche tombino è saltato facendo uscire liquido maleodorante che poi è finito in mare. Un problema che, durante i forti acquazzoni, capita e non solo nella zona del Quercetano; basta vedere le fotografie postate su Facebook per capire cosa sia accaduto lunedì scorso nel tratto di lungomare Alberto Sordi; un tratto sottoposto da tempo ad allagamenti e problemi contingenti. «Senza dimenticare – dice l’assessore alla qualità urbana Piero Nocchi – che i botri in piena trascinano in mare di tutto». Forse, dunque, più di una causa ha portato al divieto di balneazione precauzionale. Innegabile però, e lo sanno anche gli amministratori, che le zone in cui la rete fognaria tiene e di meno, sono gli addensamenti urbani più vecchi. In inverno tutto, o quasi, passa in sordina; la situazione cambia quando simili problemi accadono durante i mesi estivi. «Secondo Asa – ha detto il vice sindaco Daniele Donati – rispetto anche ad altre località, il sistema ha complessivamente funzionato». Ciò non toglie “che siamo consapevoli – ha commentato Franchi – di non essere alla perfezione”. Nessuno può escludere che vi siano ancora vecchie allacciature tra la rete fognaria delle acque nere e quella delle acque bianche.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
