Il Tirreno

Salvati da quel mare di nessuno

di Manolo Morandini
Salvati da quel mare di nessuno

Coppia di turisti rischia di annegare in un tratto di Castagneto, l’intervento da San Vincenzo

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SAN VINCENZO. I bagnini dello stabilimento La Conchiglia. E prima due bagnanti. È a loro che devono la vita i due turisti che incuranti della bandiera rossa si sono gettati tra le onde. Per fare il bagno hanno scelto la spiaggia libera a nord di San Vincenzo. Di fatto una terra di nessuno, non presidiata, nel territorio amministrativo di Castagneto Carducci per circa mezzo chilometro. Sono le 14,30 quando scattano i soccorsi e viene allertata la Misericordia di San Vincenzo, sul posto con due ambulanze e il quod.

La coppia del nord Italia è finita a 100 metri a largo. Viene portata a riva e da qui con la moto quad trasferita alle ambulanze, ferme in via dell’Orata. L’ultima strada utile per accedere alla spiaggia che corre verso Marina di Castagneto. L’uomo, Giorgio Goglio, 35 anni di Monte Brianza, ha evidenti segni di affaticamento. È spossato per la lotta contro le correnti. Anche la donna, Sara Volonté, 32 anni di Gerenzano, è affaticata ma ai soccorritori appare meno provata. Tuttavia, viene disposto per entrambi il trasferimento al pronto soccorso di Piombino per gli accertamenti di rito.

«Ci si affida ai bagnanti o a chi vede una situazione di pericolo – dice Sergio Biagini, titolare dello stabilimento La Conchiglia –. Non è facile intervenire a distanza e in modo tempestivo, specie quando le condizioni del mare sono difficili. Quella spiaggia dovrebbe essere presidiata dal Comune di Castagneto Carducci». Il salvataggio riapre una questione aperta e non ancora risolta.

L’ultima torretta del Piano collettivo di salvataggio sul litorale di Castagneto è poco più a sud del villaggio Paradù, in corrispondenza dell’ultimo accesso utile al mare in terra castagnetana, in zona Olmaia. Il piano, gestito per il quarto anno dalla cooperativa Promozione sociale Marina di Castagneto,conta 23 torrette e 32 bagnini oltre al supporto della Croce rossa con una moto d’acqua e un quad.

«Abbiamo 13 chilometri di litorale e un piano di salvamento che è un fiore all’occhiello». Non ha dubbi il sindaco di Castagneto Sandra Scarpellini. Che aggiunge: «Per tenerlo in piedi c’è uno sforzo economico importante da parte dei privati e del Comune. La scelta è stata quella di coprire tutta la fascia di mare da nord a sud in corrispondenza degli accessi alle spiagge, ed è un tratto di circa 5 chilometri».

L’amministrazione comunale castagnetana è consapevole che dopo la torretta in zona Olmaia chi si avventura in mare lo fa a suo rischio. «Dopo quella torretta c’è un cartello che avvisa che la spiaggia non è presidiata». Del resto, il tratto battuto e maggiormente frequentato è quello da cui si accede da San Vincenzo. «L’unica possibilità, tenuto conto anche dell’impegno economico necessario per attivare nuove torrette di salvamento, è quella di avviare un confronto con il Comune di San Vincenzo. Anche sul piano della logistica gli accessi per quel tratto di litorale si trovano sul territorio sanvincenzino».

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