Il Tirreno

Non c’è pace per il Pd la soluzione slitta ancora

di Manolo Morandini
Non c’è pace per il Pd la soluzione slitta ancora

L’assemblea degli iscritti si chiude con un nulla di fatto e le dimissioni di Lessi Da Firenze per sbrogliare la matassa arriva il segretario regionale Parrini

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CECINA. Non c’è pace nel Pd di Cecina. La crisi di giunta vuole i suoi tempi. E per trovare la giusta maturazione serve un intervento dall’alto. Sarà il segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini oppure responsabile dell’organizzazione del partito Antonio Mazzeo a guidare una nuova assemblea degli iscritti, che dovrebbe essere convocata nell’arco di dieci giorni. A loro il compito, su sollecitazione del segretario del Pd di Cecina Filippo Costalli e del sindaco Samuele Lippi, di mettere tutti i maggiorenti del partito locale su un percorso condiviso dopo l’acme della crisi di giunta che ha portato alle dimissioni di Giamila Carli, ormai ex assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici.

Meno di 150 chilometri. La distanza geografica che corre tra Cecina e Sesto Fiorentino sul piano politico si sta assottigliando. La crisi in casa Pd, le dimissioni del super assessore Carli e i tempi infiniti per chiudere questo capitolo, più volte annunciati e smentiti, danno la misura delle contrapposizioni. E c’è chi evoca lo spetto della cittadina fiorentina dove il Pd è riuscito a suicidarsi con 8 dei suoi consiglieri che hanno sottoscritto e votato lo scorso 21 luglio la sfiducia al loro sindaco Sara Biagiotti. «Per carità non siamo a questo punto», giurano i protagonisti. E che nessuno vi voglia arrivare lo dimostra la chiamata in causa della segreteria regionale. Richiesta che sarebbe partita di comune accordo dal segretario del Pd di Cecina Filippo Costalli e dal sindaco Lippi.

La soluzione non arriverà prima dell’inizio di settembre. Il partito richiama all'ordine Lippi e la segreteria. Il divorzio è ancora indigesto a molti. Perciò, l’impegno a presentare il nuovo assessore, al posto della dimessa Carli e il nuovo assetto delle deleghe viene ancora una volta rimandato. Il segretario dei Democratici Filippo Costalli deve aver puntato i piedi. C’è un problema, evidente, ed è di natura politica. Le incomprensioni caratteriali e le diverse visioni di metodo restano il velo con cui si vorrebbe coprire la reale portata dell’accaduto: l’uscita di scena dell’assessore di maggior peso ed esperienza.

Nell’aria anche l’ipotesi di una defezione di Fabio Stefanini, consigliere Pd e presidente della commissione Urbanistica. Ipotesi che avrebbe messo a rischio i numeri della maggioranza consiliare. «Nessuno strappo e niente dimissioni – dice Costalli –. Ha mosso delle critiche e l’assemblea è il contesto giusto per farlo».

Ancora aperta la discussione sui nomi, con Lia Burgalassi che avrebbe confermato la disponibilità a mettersi a disposizione del partito. Ma certo l’allungarsi della crisi denuncia una difficoltà a trovare la quadra. «In piena autonomia farò le mie scelte – dice Lippi –. La Burgalassi si è messa a disposizione su richiesta del sindaco e della segreteria».

L’assemblea nella sezione Guido Rossa la sera del 24 agosto si è aperta con le dimissioni da presidente del partito locale di Stefano Lessi. Poi il segretario Costalli legge la lettera di Carli, che ha disertato l’assemblea perché in vacanza. «Ai presenti ho illustrato il percorso accidentato che ha portato fino all’assemblea– dice Costalli – Da qui la scelta di coinvolgere il regionale per un elemento di obiettività. L’assemblea non si è rivelata un bagno di sangue o una resa dei conti ma ha registrato un confronto serrato e comunque sereno. E comunque quella non è la sede in cui si discutono i nomi che restano di competenza del sindaco».

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