Sicurezza
Le vie dello shopping tra cestini rotti e cancelli arrugginiti
La protesta. Incuria nel centro di Castiglioncello nelle strade dedicate ai grandi del cinema e dell’arte
CASTIGLIONCELLO. Passeggiando per le strade, tra le vie del promontorio dove le ville fanno capolino tra pini e lecci, lungo la passeggiata che si snoda in riva al mare non c’è luogo, a Castiglioncello, che non riporti alla memoria il legame tra la località di mare e i più grandi letterati, politici, registi e attori italiani. Da largo Marcello Mastroianni, a lungomare Alberto Sordi; da via Pirandello a via Fucini; da via Spadolini a via Martelli. Simboli di un’Italia ancora in crescita, dove le estati scivolavano liete tra tornei di bridge e gite in barca. Tra gli arredi e i simboli di questa Castiglioncello, il piccolo cancello posto all’inizio di via Fucini. Un cancello in ferro battuto, decorato con piastrelle in ceramica e dove in ciascuna piastrella era stato scritto il nome di uno dei personaggi più famosi che hanno soggiornato a Castiglioncello: da Vittorio Gassman a Diego Abatantuono, da Giovanni Gronchi a Marcello Mastroianni e molti altri ancora. Sono passati poco più di cinque anni da quando il cancello fu installato per chiudere al transito via Fucini trasformandola così in area pedonale, e di quelle piastrelle è rimasto ben poco. Forse cadute dall’usura, forse danneggiate dai soliti vandali, forse semplicemente da manutenere. Fatto sta che uno degli arredi che dovrebbero ricordare lo stretto legame tra la magica Castiglioncello, l’arte ed il cinema, si è deteriorato. Scrostato, arrugginito, con pezzi mancanti, se ne sta lì a dare il benvenuto ai turisti che passeggiano nelle strade dello shopping. Non si può dire di meglio di tutte le altre barriere, sempre realizzate in ferro battuto, che chiudono, la sera, piazza della Vittoria. Rotte, divelte, incatenate ai pali stradali, appoggiate, quasi sdraiate sulle aiuole fiorite o alle fioriere. Non se la passano meglio neppure i cestini, lungo la via Aurelia o quelli in pineta: rotti, divelti così come le fioriere ricoperte in legno dove, ormai, i fiori, troppe volte rubati, sono stati sostituiti da fili d’erba. Per finire, la non ottemperanza alle regole, neppure le più elementari come quelle di non lasciare rifiuti fuori dai cassonetti, o posteggiare le auto ovunque, negli stalli per i portatori di handicap, sopra i marciapiedi, sull’angolo delle strade costringendo i pedoni a camminare nel bel mezzo delle carreggiate. Immagini, nella bella Castiglioncello, che fanno riflettere, anche sui comportamenti individuali di ogni cittadino e sulla teoria delle “finestre rotte”, lo studio sociologico effettuato all’Università di Stanford negli Usa dove il professor Philip Zimbardo dimostrò che l’incuria porta altra incuria, che il vandalismo e il degrado urbano si combattono non solo con la repressione ma investendo le risorse, umane e economiche, con la cura dell’esistente.
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