Il Tirreno

H5 va in cantina, dopo un iter di 30 anni

di Andrea Rocchi
H5 va in cantina, dopo un iter di 30 anni

Scaduta la scheda urbanistica per scuola, albergo, 330 case, nuova Coop nella cerniera urbana tra Solvay e Castiglioncello

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ROSIGNANO. Scordatevi il comparto 3T-2. Scordatevi la scheda urbanistica per 95.000mc di parco urbano, 6500 di torre servizi, 7000 di nuova Coop, piscina, polo scolastico e verde per 7000 mq, 31.500 di residenziale, in soldoni 330 alloggi. L'H5, la madre di tutte le lottizzazioni, la cerniera urbana tra Caletta e Rosignano Solvay di cui si parla da 30 anni, è morta così com'è stata concepita dopo un iter lunghissimo e tormentato. La scheda che disciplina l'intervento, infatti, fa parte di un lotto di 50 schede tra le 138 del regolamento urbanistico che hanno "perso la loro efficacia quinquennale". Così come la riqualificazione dell'ex Ciucheba nella pineta Marradi, così come il comparto 3T-4, quello che volgarmente chiamano l'H5 "di sopra" (lato monte): qui, addirittura, si era arrivati ad un passo dalla firma della convenzione col soggetto attuatore (circa 120 appartamenti e commerciale), poi la scheda è scaduta e l'operazione è rimasta al palo. Così si dovrà ripensare la pianificazione di un comparto che ha alimentato, negli anni, divisioni e polemiche (chi da sinistra ne ha contestato l’ondata di cemento) e si dovrà risondare l’interesse del principale soggetto che ha investito nell’area, acquistando 19 ettari per 11 milioni di euro dal concordato Concrete (pool di imprese del costruttore Saporito), vale a dire Unicoop Tirreno.

Nata, negli anni ’90, come area Peep, cosa diventerà nel nuovo Piano Operativo con cui la legge regionale 65 del novembre scorso ha sostituito il vecchio regolamento urbanistico mandandolo in cantina? Che ne è e cosa resta del percorso partecipativo intrapreso dal Comune di Rosignano e che ha coinvolto cittadini ed associazioni per “dare forma” al nuovo centro? Un lavoro inutile? Da buttare?

Margherita Pia che di questo percorso, come assessore all’Urbanistica, è stata l’artefice, chiudendo almeno una partita importante dopo anni d’empasse, non parla di anno zero. «Anche perchè - afferma - i soggetti interessati stanno producendo manifestazioni di interesse. E giungono anche dall’ex comparto H5». Proposte che saranno vagliate dall’amministrazione comunale e potranno costituire l’ossatura del nuovo piano operativo. Che sostanzialmente semplifica la pianificazione in aree agricole e aree urbanizzate, impedendo il residenziale nelle aree agricole e consentendo nelle aree urbanizzate interventi attraverso “varianti semplificate”. Che succedera, allora, per l’ex scheda 3T-2?

«E’ chiaro - dice Pia- che la questione adesso è tutta politica. E’ evidente che i tempi sono cambiati. Io credo che una buona politica sia quella che ci permetta di cambiare gli occhiali per leggere la realtà ed il territorio ma sempre nell’interesse collettivo piuttosto che nell’interesse del singolo”. Poi spiega meglio. «Voglio dire che pensare a quel numero e a quel tipo di alloggi, oggi, può non essere più rispondente alle esigenze dell’abitare: che sono quelle di una popolazione sempre più anziana verso cui possiamo trovare delle risposte nel cohousing, delle giovani coppie che non hanno bisogno della villetta ma di un appartamento comodo e consono ai loro portafogli”. In sostanza, la previsioni del residenziale così come concepite potranno e saranno sicuramente riviste. Ma la parte pubblica? La scuola, per esempio?

Il sindaco Alessandro Franchi è sulla stessa lunghezza d’onda: «Il quadro è cambiato, è evidente. Ma non si può più pensare a sostenere interventi come quelli previsti dalla scheda dell’H5 con gli oneri di urbanizzazione. Fino a pochi anni fa noi incassavamo 4 milioni all’anno di oneri, oggi a fatica il 25%. E’ chiaro che ci vuole un intervento pubblico-privato». Ma la discussione politica sui contenuti dell’area - conferma Franchi - non si è ancora iniziata. Almeno fin tanto che non partirà il nuovo strumento urbanistico: il Piano Operativo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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