Sicurezza
Uno stagno per le rane dov’era il parcheggio
Progetto “Frog in progress” per creare una zona lacustre al posto dell’area di sosta al Punto azzurro
VADA. A Vada, antica terra di paludi e dove da anni si tiene proprio la famosa Sagra del ranocchio, è arrivato il momento di ripristinare lo stagno retrodunale che sorge presso l’ex-parcheggio del Punto azzurro, ormai dismesso. Ecco, allora, che i volontari delle associazioni Gaum (Gruppo Aree Umide Minori), Asca (Associazione Scienze e Comunicazione Ambientale), Otp (Operazione Territorio Pulito) e “Il faro” di Vada si sono attivati per ricreare l’habitat naturale in cui rospi smeraldini, rane verdi e diverse specie di ranuncoli acquatici possano finalmente tornare a svilupparsi in libertà.
Il progetto è nato da Gaum, un gruppo composto da ragazzi laureati in scienze naturali ed ambientali che si occupano della salvaguardia di zone paludose, a cui si sono unite in seguito le altre associazioni del territorio. L’idea è stata proposta al Museo di storia naturale di Rosignano e al Corpo forestale dello Stato, che gestisce l’area, ed è stata promossa a pieni voti ed appoggiata.
Adesso è giunto il momento di attivarsi concretamente: il team specializzato nella ricreazione di spazi palustri, dunque, farà risorgere l’ecosistema – da un punto di vista faunistico e floreale – che in maniera naturale e spontanea sorgerebbe nella zona, se nel corso degli anni non fosse stata utilizzata parcheggiare le auto nei pressi della vicina spiaggia. La settimana scelta dai volontari per spianare l’area e creare manualmente dei piccoli argini è quella successiva a Ferragosto. Lo scopo del lavoro è quello di lasciare che ranocchie e rospetti – ma anche tante piante rare che abitano nelle zone lacustri – ritornino ad abitare nel loro habitat preferito quando le copiose piogge autunnali e invernali lo permetteranno.
«Abbiamo intenzione di ricreare un avvallamento, che già esisteva, e di sistemare i rifugi per gli animali, in modo che possano nidificare e riprodursi – spiega Alessandro Riga, che insieme a Sara Lefosse coordina il progetto – Se riusciremo a trovare le reti in tempo utile, pensiamo anche di installare le protezioni contro i gamberi della Louisiana che mangiano le uova e le larve dei rettili. Vogliamo prenderci cura del sito in modo che le specie animali e floreali tornino spontaneamente ad abitarlo, dal momento che le sue caratteristiche lo permettono».
Lo spazio diventerà un luogo di ricerca per i giovani laureati in scienze naturali, ma anche di didattica. Durante i mesi invernali, dopo che le specie presenti avranno iniziato a riprodursi, è infatti in programma l’attivazione di visite guidate per i bambini delle scuole. In questo modo sarà data anche ai più piccoli l’occasione di seguire dal vivo la nascita e lo sviluppo di alcune specie protette a livello europeo. L’assessore alla cultura di Rosignano, Valentina Domenici, si dichiara entusiasta dell’idea: «È un’iniziativa eccellente, che mette a frutto forze giovani e dà ai ragazzi la possibilità di iniziare un nuovo cammino di studio e di azione sul territorio. Li seguo dall’esterno e in questi mesi li ho incoraggiati personalmente a intraprendere questo percorso».
Prima di diventare un parcheggio, l’area umida della località Stagni era una delle poche zone retrodunali non compromesse del territorio di Vada. I lavori di ripristino permetteranno di ricreare un elemento naturalistico che andrà ad incrementare la biodiversità della riserva bioenergetica dei Tomboli di Cecina, ideale ideare un percorso di educazione ambientale e sensibilizzare il turismo estivo sull’importanza del mantenimento degli ambienti costieri. Senza i lavori il sito rischierebbe di diventare un habitat totalmente boschivo ma grazie all’intervento delle associazioni (che elimineranno la vegetazione in eccesso e ricreeranno gli argini in cui gli animali potranno nidificare) in autunno sarà possibile tornare a vedere nella zona molte specie animali e vegetali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
