Il Tirreno

«Non si può morire così» Rabbia e dolore fra gli amici

di Maria Meini
«Non si può morire così» Rabbia e dolore fra gli amici

Tanti messaggi e foto su Facebook per ricordare Domenico Antonio Fedele vittima dell’incidente sulla sp 33. Il sindaco: intervenga la polizia provinciale

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ROSIGNANO. Messaggi di dolore e di rabbia, “Non si può morire così...”, ricordi di momenti felici passati insieme, fotografie. Parole di cordoglio sulla bacheca Facebook della compagna di Domenico. La morte di un giovane, e una morte così assurda, come la definisce qualcuno, provoca sempre una reazione forte. E la morte di Domenico Antonio Fedele, morto nell’auto contro un cinghiale, arriva dritta al cuore della comunità di Rosignano. Rimbalzando su Facebook dalle bacheche degli amici, e non solo. Chi legge la notizia non può non rimanere colpito, sconcertato. Scrive Alessandra Quilici, animatrice del gruppo “Se te lo vieni a prendere te lo regalo” : «Non scriverò uno di quei discorsi ipocriti di quanto tu fossi buono e bravo, ultimamente abbiamo anche discusso, ma quando ti ho chiesto un aiuto me lo hai sempre dato, forse anche senza chiedertelo. Ciao Dome, ricordiamoci di viverla questa vita, porca miseria».

Giacomo Bruci lo ricorda con parole semplici e commosse. «L’ho conosciuto anni fa, io avevo un’agenzia immobiliare a Rosignano Solvay - racconta - Domenico aveva un negozio di telefonia. Anche se non ci vedevamo per molto tempo siamo rimasti amici, era sempre disponibile quando avevi bisogno. E questo non lo posso dimenticare».

Ieri pomeriggio nella casa di via Filangieri 3, ai Poggi Paoli, dove viveva Domenico Antonio Fedele non c’era nessuno. Domenico era diretto a casa, in quella piccola strada dove pochi giorni prima gli avevano scattato una bella fotografia sorridente con un girasole in mano, che molti hanno voluto postare su Facebook in suo omaggio, la notte di mercoledì. Quella maledetta notte dell’incidente.

Aveva trascorso una serata con alcuni amici, non da Papacqua, sulla strada per Chianni, come qualcuno diceva ieri mattina, uno dei locali in cui si recava spesso. «Purtroppo abbiamo chiuso presto mercoledì - dice il titolare Dario Mannari - a causa di un lutto familiare. Domenico veniva spesso con gli amici, ma mercoledì non c’era».

Dolore e rabbia per le tre figlie rimaste senza papà, le sue “principesse “, la più piccola di appena nove mesi.

Nella zona in cui si è verificato l’incidente, su quella strada in particolare, il problema dell'attraversamento dei cinghiali si è già riproposto più volte. Lo conferma il sindaco di Castellina, Federico Lucchesi, che proprio all'inizio dell'estate ha richiesto l'intervento della polizia provinciale. «Ci sono state diverse segnalazioni - dice Lucchesi - l'attraversamento di cinghiali e altri animali selvatici, ma soprattutto cinghiali, crea problemi di sicurezza per gli automobilisti oltre a ingenti danni alle colture, lamentati dagli agricoltori. Per questo vengono organizzate periodiche battute selettive, e all'inizio dell'estate ho chiesto l'intervento della polizia provinciale».

Per Domenico non c’è stato niente da fare. L’impatto è stato fortissimo, tantoché la macchina si è fermata 40 metri più avanti, dopo essersi ribaltata più volte. mentre lui è stato catapultato fuori dall’abitacolo.

Nonostante i soccorsi immediati e la veloce corsa all’ospedale di Livorno, non c’è stato niente da fare.

Oggi la procura deciderà se procedere con l’autopsia o restituire il corpo alla famiglia per il funerale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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