La manifestazione
La caccia al tesoro è in maschera
San Vincenzo, la notte del 22 agosto la 4ª edizione di Lollarace, la corsa dei folli
SAN VINCENZO. L’appuntamento è per sabato 22 agosto dalle 23,45 alle 2,45. Li trovate lì, pronti a partire da piazza Unità d’Italia a San Vincenzo. Sono ancora loro. Sempre loro, insieme a oltre un centinaio di ragazzi. Fra essi, anche alcuni che negli ultimi otto anni hanno creato i due eventi più originali e di successo di San Vincenzo. Dopo il Re del Campino, diventato uno dei tornei di basket tre contro tre streetball più noti e prestigiosi d’Italia, hanno infatti creato questa divertentissima pazzia chiamata Lollarace, o più comunemente Lolla.
L’evento ideato nel 2010 dai giovani sanvincenzini Andrea Innocenti, Andrea Donsignore, Luca Giovannini, Marco Vangelisti, Stefano Rossi, Gabriele Bonsignori e Diego Nudi, la Lollarace è una caccia al tesoro in maschera, con costumi eccezionali, veicoli costruiti dai partecipanti in mesi di lavoro. Una notte dei folli più o meno come accadeva in certe feste medievali, in cui l’ordine delle cose viene ribaltato, le gerarchie e le regole della vita quotidiana sono fatte a pezzi, in cui si scherza su tutto e tutti, in cui si ripropongono personaggi di film, telefilm, sport, politica, società. E dei cartoni animati. Sì, anche dei cartoni, perché la Lollarace sanvincenzina pare la versione reale del famoso cartone “Wacky races”, ossia “La corsa più pazza del mondo” di Hanna e Barbera, degli anni ‘80, con i leggendari Dick Dastarldly, Penelope Pitstop, Red Max, l’Insetto scoppiettante, i fratelli Slag e Clyde e la sua banda. Ma soprattutto con il cane Muttley e il suo “medaglia medaglia”, frase accompagnata da una risata inconfondibile. E come non ricordare, tra i film, proprio “La corsa più pazza del mondo” del ‘76, pellicola ispirata ad una corsa semiclandestina realmente esistita, la Cannonball Baker?
«La Lollarace nacque nel 2010 dal nostro gruppo di amici – dice Andrea Innocenti –, con l’idea di fare semplicemente qualcosa per non finire troppo presto la serata. Tante cose ci hanno ispirato, ma principalmente nell’idea sono mezzi divertenti e una gara alla quale partecipare. All’inizio era una caccia al tesoro con indizi. Poi è diventata una prova a tappe. Dietro c’è molto lavoro da parte di quasi un centinaio di ragazzi, che a partire da gennaio si fa sempre più intenso mano a mano che ci si avvicina alla data fatidica. Ragazzi che passano il loro tempo libero ad allestire i mezzi e preparare costumi e coreografie. Al vincitore della Lolla va l’onore e l’onere di organizzare l’edizione dell’anno successivo».
I temi sono i cartoni animati e i film. «I primi anni non esistevano costumi né carri. La facevamo in jeans o pantaloncini e con mezzi allestiti il giorno prima». Chi ha assistito alle precedenti quattro edizioni, o anche solo visto le foto sui social network, sa che si tratta di un evento che fa di San Vincenzo, per una sera, la capitale del divertimento genuino e creativo di un tempo, delle risate e della gioia.
Paolo Federighi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google