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Proteste per la chiusura di viale Marconi

Proteste per la chiusura di viale Marconi

Alcuni commercianti: «Il venerdì ormai non lavoriamo più, il Ccn ci sta danneggiando»

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CECINA. Si sentono danneggiati e per nulla rappresentati dal Centro commerciale naturale di Cecina centro. A dare voce a parte dei commercianti che affacciano su viale Marconi e in piazza della Libertà è Franco Rindi del negozio Satoma. E con lui, in rappresentanza di quelli sul principale viale di accesso alla città, c’è Alberto Ferrarini di Alpe. «Siamo contrari alle chiusure del venerdì», dicono.

In strada ci sono già i cartelli per lo stop al traffico con tanto di rimozione forzata dei veicoli in sosta dalle 18 in vista dello Sbaracco di domani e sabato 22, dalle 9 alle 24. Poi sarà la volta di Cecina in strada, il 28 agosto. «Queste chiusure ci mettono in crisi e in condizione di non poter lavorare - dice Rindi –. Per il commercio la viabilità e i parcheggi sono fattori vitali». E aggiunge Ferrarini: «Sono un danno per i residenti e creano confusione anche nei turisti che entrano in città dal viale Marconi».

Il viale Marconi chiude all’altezza dell’intersezione con via Fiume. «Si tratta di manifestazioni che di fatto sono imposte da un gruppo limitato di commercianti e a vantaggio di pochi. Dal Comune hanno carta bianca e le associazioni di categoria sembrano non aver voce in capitolo». La protesta si estende anche all’orario di apertura dei negozi che in occasione delle manifestazioni si estende alle 24. «Questo lo possono fare le catene commerciali ma noi non ce lo possiamo permettere e siamo convinti che otto ore di lavoro siano la giusta misura. Ci sono anche problemi di natura contrattuale a prolungare l’orario». C’è poi l’appello alla giusta misura. Se chiusure devono essere per fare le manifestazioni che ci sia almeno un tener conto anche delle esigenze di chi vorrebbe altro. «Fermare il transito dalle 18 e dalla stessa ora far scattare il divieto di sosta con rimozione forzata ci mette con le gambe a terra, che almeno si sposti il provvedimento alle 20 quando i negozi hanno finito la giornata di lavoro». Una richiesta che fa eco a quella di buona parte dei commercianti di via Cavour e di quelli che affacciano nel primo tratto di via Diaz, dall'uscita della Ztl fino all'angolo con via Buozzi.(m.m.)

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