Italia
«Senza i bagni pubblici il mio bar preso d’assalto»
Protesta del gestore di un locale a Vada, che lamenta troppe spese per l’acqua «Decine di turisti ogni giorno usano i servizi igienici dei negozi, inaccettabile»
VADA. Il mese di agosto è il mese più caldo dell'estate e uno di quelli che presenta la maggiore affluenza turistica e proprio per questo se si presentano delle debolezze nei servizi questo è il periodo in cui diventano più scottanti le proteste.
Riccardo Saezza da venti anni gestisce con la famiglia il Bar Tirreno di Vada e punta l'attenzione sulla mancanza dei bagni pubblici a cui possano accedere i turisti. «Questa situazione – spiega Riccardo Saezza- che denuncio è cronica ormai da molti anni ma ogni anno si ripresenta e si aggrava mancando i bagni pubblici per i turisti sono i bagni dei bar che vengono presi di mira alla stregua di bagni pubblici e questo non è più tollerabile, non solo perché i bar non possono sostenere un assalto così ingente, con tutte le conseguenze derivate dalle mancanze di senso civico minimo, ma anche per una questione di costi».
I costi cui fa riferimento Saezza sono quelli relativi all’acqua e e alla manutenzione dei bagni: «ogni volta che viene tirato lo scarico si consumano dai 6 agli 8 litri d'acqua, che moltiplicati per una cifra insostenibile di utilizzatori creano un forte disagio economico e problemi continui nella manutenzione».
Come spiega il gestore del bar «noi facciamo tranquillamente utilizzare il bagno del bar come tutti, è chiaro che prima sarebbe opportuna una minima consumazione. Ma sempre più questa regola non viene accettata da chi chiede di utilizzare il bagno, abbiamo assistito a ogni genere di protesta e minaccia a riguardo in questi anni, ma soprattutto non possiamo tamponare quella che è una mancanza strutturale cronica di bagni pubblici che si aggrava sempre più».
La mancanza dei bagni pubblici ha delle conseguenze non solo sui bar ma anche sulla gestione degli spazi pubblici, anch'essi presi d'assalto come bagni improvvisati. «Mi chiedo –spiega Saezza- perché non si pensi a costruire bagni pubblici accessibili a tutti così come fanno all'estero, dove li ho sempre trovati. Andando avanti così, nel nostro piccolo, dovremo pensare a montare porte a gettone per poter pagare i costi di gestione dei servizi igienici. Ma non credo che questa sia il modo per risolvere il problema, penso invece che la soluzione migliore, e sono aperto a chiunque abbia suggerimenti a riguardo, per gestire questa situazione sempre più pesante sia la costruzione di bagni pubblici, accessibili, autopulenti come in tutte le città turistiche».
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