Il Tirreno

Salvati dalle onde padre e figlia

Salvati dalle onde padre e figlia

San Vincenzo, l’intervento dei bagnini di Arci Mare al parco di Rimigliano

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SAN VINCENZO. C’è una ragazza in difficoltà. La segnalazione rimbalza via radio tra le diverse postazioni lungo il parco di Rimigliano. Sulle torrette sventola la bandiera rossa, ma c’è chi non teme la forza del mare e non resiste alla tentazione di tuffarsi. Sono le 13 quando scatta l’allarme, lanciato dalla postazione di salvataggio allestita in corrispondenza del cancello 2. Poco dopo lo scenario si complica. In acqua si getta anche il padre della ragazza, che a sua volta finisce preda delle onde e delle correnti. E alla fine sarà lui ad avere la peggio e a dover ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Piombino. Questo il bilancio per una famiglia di tre persone in vacanza a San Vincenzo dall’Olanda.

Attimi frenetici e cinque uomini del salvamento in mare per scongiurare il peggio. È il bagnino Cristiano Cerrai che presidia la postazione di salvamento al cancello 2 del parco a dare l’allarme. Dal cancello 4 partono la moto d’acqua, alla guida bordo Riccardo Mazzi con a bordo il bagnino Antonio Orlandini. Dalla torretta del cancello 1 a dare manforte alle operazioni di soccorso arriva il collega Diego Pirrone. Inoltre, via spiaggia con il quad dal cancello 4 arriva Giovanni Bossi, che è il presidente di Arci Mare Costa degli etruschi a cui fa capo il sistema di salvamento . E il mezzo attrezzato con barella spinale si rivela utile per il trasferimento del ferito dalla spiaggia all’uscita del cancello 4 dove nel frattempo è arrivata l’ambulanza con medico a bordo della Misericordia di San Vincenzo, allertata dal 118.

Nessuna conseguenza per la ragazza, mentre l’uomo esce dall’acqua stremato. Le gambe non lo reggono, ma rimane sempre cosciente. «Gli abbiamo fatto vedere la figlia e sua moglie e si è subito tranquillizzato», dice Bossi. L’episodio però ha messo in luce una pecca. È lo stesso Bossi sulla scorta dell’esperienza a segnalarla. «Con il quad riesco a portare un medico dalla strada principale fin sulla spiaggia senza alcuna difficoltà – afferma –. I problemi si verificano nel momento in cui si deve trasferire il ferito dal mare all’esterno del parco. La barella spinale è in posizione orizzontale sul quad. Per un trasporto senza creare disagi al ferito servirebbe che la vegetazione lungo i percorsi fosse manutenuta».

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