Il Tirreno

caso biblioteca

«Costruiamone una nuova»

La proposta di Rifondazione dopo il caos delle analisi Asl

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. «Sarebbe consigliabile che tutti coloro che hanno lavorato, lavorano o frequentano la biblioteca comunale si facessero delle analisi come precauzione». è quanto sostiene il segretario di Rifondazione comunista di Cecina Renzo Belcari sulla scorta dei risultati dei campionamenti dell’Azienda sanitaria 6 di Livorno. Le analisi hanno messo in luce un’umidità elevata, la proliferazione di muffe e anche la presenza di cromo esavalente idrosolubile nelle aree delle pareti interessate dalle infiltrazioni.

«Le responsabilità politiche le sappiamo già – afferma Belcari –. Per quelle tecniche e amministrative in merito ai progetti, alla costruzione e al collaudo della biblioteca siamo ancora in attesa dei risultati della commissione d’inchiesta, ridotta e interna, che doveva concludere i lavori entro il 31 luglio». Il segretario di Rifondazione mette in fila le date. «Nel 2002 a pochi mesi dal collaudo, ci furono già problemi di infiltrazioni di acqua dal tetto e dalle fondamenta – sostiene –. Perché a suo tempo non fu denunciata la ditta costruttrice?. Speriamo che la commissione d’inchiesta ci possa dire in tutta trasparenza chi fece i rilievi geologici, chi progettò, chi diresse i lavori, chi collaudò, e chi dell’ufficio del catasto comunale controllò ed avvallò e certificò tutto questo».

Belcari punta il dito sull’immobile di via Pasubio e mette in fila i dubbi. «Se le fondamenta sono quasi delle spugne, che tirano su l’umidità. Se i muri sono pieni di muffe e “infarciti “ di cromo esavalente. Se in quella zona esisteva una sorgente. Se le piastrelle esterne, che non fanno respirare i muri, sarebbero da eliminare. Se il tetto è un colabrodo. Se sul quel terreno esiste ancora la causa pendente, che potrebbe decidere che il terreno su cui è costruito l’immobile non è più del Comune di Cecina. Perché dobbiamo spendere centinaia di migliaia di euro per avere poi eventualmente sempre gli stessi problemi tra qualche anno?». E conclude: «Perché non fare una nuova biblioteca , su terreni già del comune, per esempio nei capannoni dove c’era una volta la ex Coop? Naturalmente non dando appalti a ditte individuali senza solidità economica alle spalle e garantendosi con fidejussioni sicure e con ipoteche su beni immobili certi a garanzia dei lavori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web