Il Tirreno

Biblioteca, Paolo Barabino all'attacco delle Amministrazioni Pd

La biblioteca comunale di Cecina, chiusa dal 10 luglio
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La biblioteca comunale di Cecina, chiusa dal 10 luglio

"Utenti esposti per anni a muffe e cromo, ci sono responsabilità evidenti"

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CECINA. Biblioteca chiusa, con il tetto gocciolante, con infiltrazioni in molte zone e contaminazione di metalli pesanti: il disastro spinge Paolo Barabino, consigliere di opposizione, a scrivere una lunga nota di accusa all'Amministrazione. E alla precedente.

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"Con nota prot. 15832, in data 12.07.2010 - scrive -, l’allora assessore alla “Qualità del territorio” (dopo i fatti odierni tale titolo assume valenza profetica!) nel rispondere ad una interrogazione di consiglieri del Popolo della Libertà circa lo stato di manutenzione della biblioteca comunale, affermava: il collaudo (2002) ha avuto esito positivo, non risultando alcuna anomalia costruttiva e la piena rispondenza al progetto approvato; le infiltrazioni di acqua piovana non sono quindi riconducibili ad originari difetti costruttivi bensì alle peculiari caratteristiche tecniche della copertura (piana) a seguito delle sollecitazioni climatiche cui sono sottoposte; pertanto, i manti di copertura richiedono interventi manutentori atti a ripristinarne la funzionalità. Nessun problema certificava l’assessore coadiuvato, come ovvio, dagli uffici e dirigenti comunali preposti".

"Oggi, trascorsi ben 5 anni, l’ASL 6, con nota del 3.8.2015, certifica che la situazione igienico sanitaria dei locali della biblioteca comunale di via Corsini è pessima (tanto è vero che dal 10 luglio la struttura è chiusa), la causa è individuata nelle infiltrazioni di acqua piovana perduranti da anni che hanno portato ad una elevata umidità della struttura con conseguente formazione, crescita e proliferazione di muffe che, a loro volta, possono provocare infezioni alle vie respiratorie, asma ed allergie, in maniera assai maggiore rispetto a chi vive e frequenta ambienti in condizioni igienicamente ottimali. Aggiungasi il rinvenimento nelle muffe di cromo esavalente, sostanza cancerogena, ma fortunatamente, pare, in termini tali da risultare remote (non tuttavia da escludere) la possibilità di un contatto con coloro che hanno frequentato la biblioteca".

"La conclusione nel senso che le condizioni attuali della biblioteca, sono tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute di coloro che la frequentano. Le soluzioni, far prosciugare le pareti impregnate dall’umido (pare non sia sufficiente un anno) ed il rifacimento totale di intonaci, arricci e soffitti; certamente insufficienti i 400.000 euro circa destinati al rifacimento della copertura. Chissà se e quando i locali della biblioteca potranno essere riaperti!"

"Una vicenda gestita in maniera irresponsabile e sciagurata dalle Amministrazioni comunali, sempre di stampo PD o di quel che era prima, che si sono succedute dal rilascio del titolo edilizio (1999) e dal collaudo (2002) sino ai giorni nostri. Evidentemente la struttura non è stata realizzata a regola d’arte, chi doveva soprintendere ha dormito o comunque svolto male il suo lavoro, se non altro dal 2010, quando lo stato di degrado iniziava a manifestarsi più che pienamente e il PdL presentava la sua interrogazione, l’Amministrazione comunale (sindaco, assessori competenti, dirigenti e tecnici preposti) avrebbe dovuto pensare alle manutenzioni e così facendo avrebbe forse risparmiato ai fruitori della biblioteca quantomeno 5 anni di esposizione a muffe, polveri e finanche cromo esavalente con i conseguenti potenziali rischi per la loro salute".

"Il quadro pare molto chiaro, al pari delle responsabilità, basterebbe vi fosse la volontà di far pagare i responsabili, con comprensibile dispiacere, ma con la fermezza che i ruoli istituzionali impongono. Non può pagare sempre “Pantalone”! Il sindaco Lippi invece, con la commissione nominata ad hoc che ancora non ha completato il proprio lavoro, ha già affermato che sarà difficile individuare i responsabili! Con tutto ciò, nel luglio scorso, il PD ha detto no alla commissione di scopo, proposta dalle opposizioni conciliari, per la verifica dello stato fisico del patrimonio pubblico e dei relativi iter amministrativi, dicendo che sarebbe stato un ingiusto ed ingiustificato processo ad anni di amministrazione PD; il senso di tale atteggiamento è stato da subito intelligibile, oggi è ancora più chiaro: sarebbe stata una doppia sconfitta per il PD, politica perché mai è stato fatto un reale censimento dello stato di salute degli edifici pubblici e certamente non si sarebbe potuto indirlo ora che a proporlo è stata l’opposizione; sul campo perché le modalità costruttive e lo stato di manutenzione dei beni di proprietà comunale, come pure provato dagli ultimi eventi, è disastroso e grida vendetta".

"E mentre il sindaco, come chi l’ha preceduto, cerca di non far capire un granché, meglio se niente, con omissioni, risposte parziali o criptiche, Cecina versa sempre più in uno stato di totale assenza di cura e decoro, il degrado è imperante, le regole non si fanno rispettare, tutto è disordine, i furti e le rapine sono all’ordine del giorno; il far west, una terra di conquista! Dal canto suo, la segreteria del PD parla di incompetenza dell’Amministrazione comunale e di strumentalità degli attacchi della bieca opposizione (sotto questo profilo, avere un sindaco o Pipetto diventa la stessa cosa, tanto non possono fare niente!), poi la butta in burla, non dà risposte sul consiglio comunale aperto in materia di sicurezza (peraltro già sperimentato in vari Comuni italiani alla presenza di prefetto e forze dell’ordine) e crea una “macchietta”, con il presidente del consiglio comunale, dott. Luigi Valori, che diventa il nuovo super eroe “Valorik” (forse rimembrando “Buidiulik”, noto mito del Vernacoliere)".

"Futile ironia su un argomento tanto serio e delicato che un tempo non si sarebbe neppure pensato di fare, oggi invece si fa e basta. Il problema di Cecina non è il presidente del consiglio, piuttosto l’avvicendarsi di amministratori e di una classe dirigente, tutti legati organicamente al PD, dimostratasi lassista, superficiale, incline a perseguire il bene individuale o del partito, assai poco quello dei cittadini, soprattutto priva di qualità specifiche, incapace di amministrare. I cecinesi sono stanchi, delusi ed arrabbiati; nella prossima tornata elettorale il PD sarà scalzato dalla guida del Comune, ma chiunque subentrerà erediterà una cittadina portata allo stremo e sarà sempre più lungo il percorso per una effettiva rinascita. Questo è il vero problema, cercare di fermare il declino e ripartire. Noi comunque ci crediamo fortemente e continueremo a lavorare con questo unico obiettivo, il bene di Cecina".

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di Redazione web