Il Tirreno

Balena di 13 metri arenata sugli scogli a sud di Chioma

La carcassa era segnalata da giorni al largo della costa Ieri è stata rimossa via mare fino al porto di Livorno

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CASTIGLIONCELLO. Si è arenata sugli scogli a sud del porticciolo di Chioma, nel territorio del comune di Rosignano, la carcassa della balenottera che da alcuni giorni galleggiava nelle acque antistanti la costa. Ieri pomeriggio le operazioni di rimozione del cetaceo, che aveva una lunghezza di circa 13 metri, sono state portate avanti dalla Capitaneria di porto, con i vigili del fuoco ed il Casm di Rosignano. La gestione, anche economica, del servizio è spettata al Comune di Rosignano, che infatti tramite l’ufficio ambiente ha coordinato l’attività.

La carcassa della balenottera, lo ricordiamo, era stata avvistata da una imbarcazione privata al largo di Marina di Pisa nel pomeriggio di martedì 11 agosto. Nello specchio di mare indicato sono intervenuti anche i tecnici del settore mare di Arpat.

La Capitaneria di porto di Livorno ha poi diramato un avviso per la sicurezza dei naviganti e ha tenuto sotto controllo gli spostamenti della carcassa.

Giovedì la carcassa del cetaceo era stata avvistata al largo di Quercianella. A segnalarla, anche in quel caso, alcuni cittadini. Ieri mattina segnalazione dei bagnanti del porticciolo e delle strutture turistiche di Quercianella, che hanno visto la balenottera incagliata in mezzo alla scogliera poco a sud del confine tra i territori di Livorno e Rosignano. Si è quindi attivata l’amministrazione comunale, con l’ufficio ambiente, la Capitaneria di porto, il Casm (soccorso in mare) ed i vigili del fuoco.

La carcassa, in avanzato stato di decomposizione, è stata rimossa via mare. Come spiega il sindaco Franchi, «è stata imbracata e trasportata fino al porto di Livorno. Ringrazio l’Autorità portuale di Livorno per la disponibilità a concedere una banchina. Portare la carcassa in altre zone della costa, prima di smaltirla, avrebbe rappresentato un problema per la balneazione. Invece l’uso della banchina del porto ha permesso di non ostacolare il turismo. La carcassa è stata issata e poi presa in carico da un’apposita ditta di smaltimento».

Arpat è intervenuta in qualità di coordinatore della rete toscana di recupero dei grandi vertebrati marini a supporto dell'Osservatorio toscano per la biodiversità di cui fanno parte come soggetti primari Guadia costiera, Università di Siena, Istituto zooprofilattico di Pisa e altri enti di ricerca.

Per quanto riguarda le analisi sulla carcassa, anche per capire le cause della morte, vengono effettuate dall’Osservatorio toscano dei cetacei.

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