La manifestazione
Brogi ristruttura Armunia e non esclude il mutuo
L’intervista. Il neoeletto presidente dell’associazione: «Chiuderla non farebbe risparmiare. Va subito cambiato lo statuto che include ancora i vecchi Comuni»
CASTIGLIONCELLO. Vincenzo Brogi è soddisfatto del nuovo incarico di presidente di Armunia, anche se di grane sul suo tavolo se ne poseranno presto numerose. Il debito di Armunia associazione, i rapporti tra il vecchio ente nato nel 1996 e la fondazione Armunia - Castello Pasquini, i finanziamenti che il Comune versa alla seconda e quelli di Regione e Ministero che arrivano alla prima. L'associazione ha 12 dipendenti e gestisce il castello di cui è proprietaria la fondazione, che ha in carico la Limonia, il parcheggio del Pasquini e il cinema in Pineta Marradi. In questa triangolazione di rapporti amministrativi e finanziari dovrà muoversi il neo presidente. Ma il giorno dopo la nomina ha il sapore del riconoscimento: quello che il Comune, pur indirettamente, ha reso all'ex dirigente, che spesso ha preso decisioni scomode (la chiusura dell'Ordigno) e richiamato i politici a fare scelte doverose.
Per lei è una rivincita, date le posizioni critiche che ha assunto da dirigente?
«Mi ha fatto piacere che mi sia stata chiesta la disponibilità. Sono stato nominato dalla Fondazione di cui il Comune è socio unico, per cui è come l'avessi data all'ente. Non sono mai stato uno “yesman” ma ho sempre avuto rispetto per i ruoli. Anche nei momenti di tensione sono intervenuto da tecnico, senza entrare nel merito delle scelte politiche».
Adesso però dovrà farne anche lei.
«Dovrò lavorare su programmazione, verifica e controllo. È un ruolo più politico con cui mi dovrò misurare».
Da dove inizierà?
«Dalla revisione dello statuto, che è del 2001 e comprende ancora i Comuni del comprensorio, usciti da anni».
Come si muoverà?
«Lavoreremo insieme alla fondazione. L'associazione è titolare di finanziamenti regionali e ministeriali per circa 260.000 euro. È richiesta esperienza triennale per concorrere ai bandi e solo l'associazione può farlo, la fondazione sarà in grado da giugno 2016. Quest'ultima è proprietaria del Pasquini, gestito dall'associazione. Dovremo perciò fare accordi di service».
Quale sarà la vostra dotazione finanziaria?
«Il contributo del Comune all'associazione è di 620.000 euro annui. Adesso questa quota dovrebbe andare alla fondazione di cui è socio unico. Ma questa ha spese limitate e un piccolo introito dal parcheggio, mentre l'associazione sostiene le attività e il personale, si dovranno ripartire i finanziamenti».
L'associazione ha un debito di circa 350.000 euro, che suscita ancora polemiche.
«Il bilancio 2014 – circa 1.122.000 euro - si è chiuso in equilibrio. Il problema sono i finanziamenti che arrivano in ritardo. Dei 620.000 euro versati dal Comune circa 160.000 servono per gestire il castello e 500.000 per il personale, 12 dipendenti di cui 5 ex comunali. Chiudere Armunia significherebbe perdere i finanziamenti di Regione e Ministero, sostenere lo stesso i costi del Pasquini e forse quello di metà dipendenti. Dove sta il risparmio?».
Ma come pensa di risolvere il debito?
«Con una gestione oculata del bilancio: si spende solo se ci sono soldi. Vorrei aumentare i servizi, promuovere un gestione imprenditoriale degli spazi e far fruttare i beni pubblici. Sulla possibilità di accendere un mutuo devo confrontarmi col Cda, ma se fosse mi comporterei come le famiglie: si spende quello che si ha meno i soldi del mutuo».
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