La manifestazione
Una vita per aiutare chi è in difficoltà
Parlano i volontari delle associazioni e i bagnini delle spiagge libere: «Una corsa continua, per salvare chi è in pericolo»
ROSIGNANO. È estate. Tempo di ferie ma anche di tanti pericoli che mettono a repentaglio l’incolumità di residenti e villeggianti nelle località turistiche. Tante sono le emergenze a cui gli enti che garantiscono la sicurezza sul territorio devono sopperire e vanno dal colpo di sole all’incidente stradale, fino al principio di annegamento o all’incendio. Abbiamo fatto un viaggio in mezzo a chi ogni giorno si impegna per salvare vite in pericolo, in modo da capire come vengono organizzati i servizi offerti e quali sono le difficoltà più grosse nei momenti di urgenza. Per primi abbiamo incontrato i volontari e i dipendenti della Pubblica assistenza di Rosignano, che mette a disposizione sette ambulanze, il medico a bordo, ma anche sei mezzi di protezione civile e il servizio antincendio boschivo. «Le emergenze triplicano in estate, a causa del caldo e dell’aumento di popolazione, ma garantiamo sempre la presenza di personale qualificato a bordo delle ambulanze – ci fa sapere il presidente Nicola Di Paco, che sottolinea – Il nostro centralino, l’unico attivo 24 ore su 24, suona in continuazione perché c’è chi si rivolge a noi anche per i quesiti più banali». Quelli estivi, infatti, sono mesi di continua attività e non lasciano un momento di riposo a chi si occupa di sicurezza: «Rispetto all’inverno non c’è un potenziamento della struttura, ma possiamo contare su alcuni volontari in più grazie alla chiusura delle scuole», sottolinea il vicepresidente Cristiano Cecchini. Un aiuto fondamentale, quello dei giovani che garantiscono la continuità dei turni, laddove risultano dei servizi scoperti. «Mi dà tanta soddisfazione dare una mano al prossimo. È bellissimo essere ringraziati per quello che facciamo», dice Simona Del Monte, volontaria di 17 anni che ha deciso di fare questa attività per tutto l’arco dell’anno insieme all’amica Giada Dal Canto. Quest’ultima racconta: «La mia motivazione è arrivata dopo aver visto soffrire una persona cara. In quel momento ho capito cosa volevo davvero fare nella vita». Greta Maccioni, 19 anni, è la più grande del gruppo e svolge questa attività da ben 5 anni: «Mia mamma mi ha portato qui quando ho deciso di abbandonare gli studi. Pensava di mettermi in punizione e invece è diventata la mia seconda casa». Pronti ad attivarsi in caso di emergenza sono anche i volontari della Croce Rossa, associazione che da quattro anni ha ideato il servizio di pronto soccorso in spiaggia, a bordo di bici attrezzate per gli interventi. Per rispondere al meglio alle emergenze, infatti, è stato installato su ogni mezzo a due ruote anche un defibrillatore automatico. «Lo scopo è quello di raggiungere quelle zone, come il lungomare, dove non si arriva con i normali mezzi di soccorso. Con questo servizio copriamo tutto il tratto che va dal porto turistico Cala de’ Medici a Punta Righini – dice il presidente Luca Mannucci – In estate, quando la popolazione aumenta a dismisura, i volontari diventano fondamentali. A fine stagione contiamo un totale di duecento interventi, la maggior parte dei quali viene richiesta dagli stessi bagnanti che ci vedono soccorrere qualcun altro». Cosa succede sulle spiagge, dove soprattutto nel week end i turisti si catapultano in massa per accaparrarsi un piccolo scampolo di sole e distendere i nervi dopo lunghe settimane lavorative?
A far discutere è soprattutto la situazione delle Spiagge bianche di Vada, dove nelle ultime settimane la sicurezza è stata messa alla prova da incendi e mareggiate. Ce ne parlano gli assistenti ai bagnanti della spiaggia libera, un servizio affidato dal comune di Rosignano Marittimo alle associazioni sportive Uisp Terre etrusco-labroniche e Virtus Buonconvento. «I problemi più grandi ci sono con le persone che vanno al largo e non riescono a rientrare. Dall’inizio dell’estate ne abbiamo salvati una trentina. Abbiamo salvato un ragazzo di sedici anni che soffriva di patologie cardiache. Il nostro intervento tempestivo tramite bls (la terapia di base a sostegno alle funzioni vitali), a cui ha partecipato una dottoressa che per caso si trovava in spiaggia, è servito a salvargli la vita prima del trasferimento al Meyer».
La versione è confermata dal bagnino della Virtus, Maurizio Garofalo, che racconta: «Abbiamo rianimato il ragazzo dopo 2 minuti di assenza di battito cardiaco. Anni fa il sabato e la domenica avevamo una postazione di primo soccorso con il dottore, ma i continui tagli non hanno fatto che sottrarre risorse ai servizi. Attraverso la Capitaneria abbiamo intenzione di chiedere che venga aggiunta almeno una torretta di guardia, altrimenti la forte affluenza di turisti in questa zona rischia di diventare una bomba».
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