CECINA La Regione archivia Idros, il vecchio progetto Solvay per il reperimento di risorse idriche in Val di Cecina. Un progetto che per dieci anni ha tenuto banco nella politica locale, con le contestazioni degli ambientalisti contro gli invasi, Wwf in testa, a cui si è aggiunto il no di alcuni comuni interessati. Solvay ha presentato un nuovo progetto che ridefinisce il sistema idrico industriale per l’attività estrattiva nell’Alta Val di Cecina. E a luglio la giunta regionale si è espressa deliberando a favore della valutazione di impatto ambientale. Con una serie di “raccomandazioni”, a partire dalla richiesta di un monitoraggio delle superfici piezometriche, con l’individuazione di “soglie limite”, al di sotto delle quali devono diminuire (soglia limite +0,60 mt) o cessare (soglia limite +0,15 mt) i prelievi.
Per il Wwf regionale «un grande successo», perché, spiega in una nota il presidente toscano dell’associazione Marcello Demi, «il progetto di approvvigionamento idrico alternativo, presentato da Solvay ed approvato a luglio dalla Regione, questa volta contiene un paio di paletti interessanti voluti da Arpat che lasciano ben sperare, anche se è presto per giudicare». Nello specifico: «Solvay potrà ridistribuire i suoi pozzi lungo l'asta del fiume - aggiunge Demi -, ma gli emungimenti dovranno cessare quando i livelli di falda di due piezometri di riferimento scenderanno sotto una soglia stabilita e, forse ancora più importante, i dati dei due piezometri devono essere pubblici». Demi ricostruisce dieci anni di battaglie legali, contro un progetto che definisce «odioso, partorito nel 2004 durante una stagione di follia collettiva. Un progetto che prevedeva di dare da bere agli abitanti della Val di Cecina acqua di piena del fiume e di lasciare invece l'ultima acqua di ottima qualità all'attività industriale». Il presidente del Wwf toscano ricorda che «ci sono voluti 11 anni di battaglie legali per far capitolare questa assurdità, il Wwf da una parte e dall'altra il gruppo compatto di tutti i sindaci della Val di Cecina (parte pisana) sostenuto dalla provincia di Pisa e dalla Regione Toscana. Una piccola associazione lasciata sola però ha vinto perché dalla sua parte aveva un alleato formidabile: la ragione. Sicuramente - polemizza - domani tutti quanti si sbracceranno e spenderanno fiumi di parole per dire che non è vero e che è merito loro se il progetto Idros è stato abortito.
Gli abitanti della Val di Cecina, anche se stressati dal caldo afoso, sapranno giudicare. Il Wwf mette sul piatto della bilancia 9 ricorsi al Tar (di cui 2 ancora pendenti) e 2 ricorsi al Consiglio di Stato, per i quali ringrazio l’avvocato Claudio Tamburini che ci ha difeso in aula e il compianto Alvaro Cecchelli, che ha raccolto i fondi per i ricorsi».
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