Sicurezza
L’ingegnere ricercatore adottato dalla California
Roberto Proietti, 37 anni, super esperto di fibre ottiche, ha lasciato Rosignano e si è trasferito con la moglie a San Francisco dove due anni fa è nata la figlia
ROSIGNANO. Roberto Proietti ha 37 anni e un percorso di studi segnato dell'eccellenza nel campo della ricerca sulla fibra ottica, ambito di studio su cui si basano tutte le nuove tecnologie dell'era multimediale: da Internet, alla telefonia mobile, alla chirurgia. Cinque anni fa Roberto si è trasferito da Rosignano Solvay a Davis - San Francisco, in California, insieme alla moglie Laura Bertolini. Due anni fa negli Stati Uniti è nata Linda, la loro bambina. Roberto lavora come ricercatore presso la prestigiosa University of California, nel cuore della Silicon Valley dove si trovano le sedi di Facebook, Youtube, Google.
Ci racconti del suo percorso di studi e di lavoro in Italia.
«Nel 2004 mi sono laureato con il massimo dei voti alla facoltà di Ingegneria delle Telecomunicazioni di Pisa; alla fine degli studi ho svolto la tesi sperimentale presso un centro di ricerca specializzato nelle reti di telecomunicazioni in fibra ottica, condiviso tra Scuola Superiore Sant'anna e Cnit, oggi TeCIP (The Institute of Communication, lnformation and Perception Technologies). Il periodo di ricerca è durato otto mesi e da quel momento è nata la passione per le attività sperimentali».
L'opportunità negli Stati Uniti: come è arrivata?
«Il periodo di dottorato di ricerca al Sant'anna offriva la possibilità di trascorrere un periodo di 6 mesi presso un istituto straniero e fu così che nel 2008 decisi di andare in California. Il direttore del centro di ricerca di UC Davis aveva una posizione disponibile per due anni e decisi di cogliere l’occasione. Attualmente ho il titolo di Project Scientist; lavoro in laboratorio con gli studenti, scrivo progetti di ricerca e svolgo mansioni di project management con le agenzie governative. Nel nostro laboratorio studiamo nuove tecnologie trasmissive, metodi di gestione e controllo automatico delle reti, nuovi dispositivi e tecnologie ottiche integrate».
I vantaggi dell'essersi trasferito negli Stati Uniti per il percorso di ricerca e le criticità.
«Negli Usa i fondi di ricerca vengono elargiti in primis dal governo e poi da enti privati; qui in California abbiamo la Silicon Valley e ci sono Intel, Google, Facebook, Youtube. È questa la sostanziale differenza con l'Italia. In Italia chi intraprende il percorso di dottorato e post dottorato si ritrova sommerso nel precariato; da un lato l’Università raramente offre posizioni di ricerca a lungo termine, dall’altro non c'è sinergia tra ricerca e azienda. Negli Stati Uniti avere o meno il dottorato fa davvero la differenza nella selezione, al punto che c'è chi dopo un percorso in azienda, rientra nel mondo accademico».
Abbandonare il paese e la famiglia, costruire una nuova famiglia dall'altra parte del mondo.
«Per me e mia moglie Laura la California non sarà mai come casa nostra; lo sarà magari per Linda, la nostra bambina. Ci mancano la famiglia, gli amici di sempre, il cibo, il nostro mare. Allo stesso tempo è difficile tornare in Italia frequentemente: le ferie sono limitate, il viaggio è lungo e costoso, parliamo di più di $1,000 a biglietto. Abbiamo incontrato molti amici in questi cinque anni in California ma tanti sono di passaggio per motivi di studio e di lavoro. Qui il tempo scorre in maniera frenetica e tutti sembrano essere molto “busy”, oberati dagli impegni, e sembra normale dirsi “See you later”, ci vediamo presto, e vedersi dopo tre mesi».
La giornata di lavoro dagli Stati Uniti all'Italia: cosa cambia, cosa rimane uguale?
«I tempi di lavoro sono serrati e ci sono molte scadenze che nell'ambiente accademico italiano non ci sono. In questo senso è molto più simile al lavoro in azienda. La giornata tipo è molto dinamica, non c'è orario preciso di arrivo e uscita. La mattina in ufficio solitamente faccio lavoro di scrivania, nel pomeriggio abbiamo i meeting e poi c’è il lavoro di laboratorio insieme agli studenti. Spesso capita di lavorare nei weekend e fino a tarda notte, per diversi giorni consecutivi, quando ci si avvicina alla date di scadenza per le sottomissione dei progetti. Ci sono alti e bassi nei ritmi di lavoro ma soprattutto “alti”».
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