Il Tirreno

«Quella buca maledetta dopo un anno è ancora lì»

Paolo Federighi
La grande buca sulla Principessa e nel riquadro Giorgia Macchi
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La grande buca sulla Principessa e nel riquadro Giorgia Macchi

San Vincenzo: lo sfogo della ballerina Macchi che è tornata sulla Principessa: «Dopo la caduta non ho più l’olfatto, ma nessuno ha sistemato l’avvallamento»

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SAN VINCENZO. Ad un anno di distanza quella grossa buca è ancora lì, sulla pista ciclabile di via della Principessa. Sono trascorsi 365 giorni esatti da quella terribile caduta che le ha causato la perdita del senso del gusto e dell'olfatto. Ma la danzatrice sanvincenzina Giorgia Macchi è tornata lì. La sorpresa è stata grande e nient'affatto positiva: quella buca che l'ha fatta cadere un anno fa è ancora lì. «La vita - scrive la grande danzatrice e coreografa sanvincenzina sul proprio profilo facebook - è anche sapori, odori, profumi, assaggi, puzzi, emozioni legate ai sensi. Si parla di cecità e di sordità, ma che esista anche la perdita di gusto e olfatto. Così vivo io dall'8 agosto 2014. Dopo un anno di questo limbo feroce, ho ripreso la bici e sono tornata là, dove ho perso i miei sensi. Ho pianto come se fossi al cimitero. I medici dicono che non potrò più recuperare i miei sensi, io vorrei credere nei miracoli. Grazie a Dio ho l'arte della danza, l'amore, l'amicizia e tutta una serie di A che mi tengono in vita. Forse dovevo morirci, perché la buca venisse coperta? Perché è ancora là».

Quell'8 agosto 2014 Giorgia Macchi subì un trauma cranico con escoriazioni, ferite e traumi in tutto il corpo, con liquido nei polmoni, nel fegato e nella pancia. La buca si trovava, e si trova, sulla ciclopista all'altezza dell'ingresso numero 7 del parco costiero di Rimigliano, in via della Principessa. Giorgia Macchi perse subito conoscenza, fu soccorsa dalla Croce rossa e trasferita d'urgenza all'ospedale di Livorno, dove restò per sei giorni sotto osservazione, vomitando per le forti vertigini. Oltre al forte trauma cranico ebbe vari punti di sutura in testa, con dolori tali da costringere i medici a somministrarle morfina e danni anche al timpano dell'orecchio sinistro che ne limitano ancora l'udito. All'epoca un funzionario dell'Ufficio tecnico comunale, dichiarò: «C'è stato un saggio, più o meno in quel punto, da parte di Telecom per la fibra ottica. È Telecom stessa ad avere il compito di ripristinare lo stato dei luoghi. Le buche vengono sempre ricoperte, ma a volte con terra che cede». In quei giorni, Giorgia Macchi si chiedeva come fosse possibile che San Vincenzo ambisse ad essere un grande paese turistico «con una ciclopista che già di per sé è pericolosa, e che può diventare fatale con buche di questa grandezza? Vi assicuro che nessuno si aspetterebbe mai, su una ciclabile, una buca del genere».

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