Italia
Prof di Vada sul podio per “La giara”
Il libro di Erika Bianchi conquista il terzo posto del concorso letterario della Rai
VADA. Grandi soddisfazioni per Erika Bianchi, 39 anni insegnante di storia antica all’Università “Isi Florence” a Firenze, che si aggiudica il terzo posto sul podio del premio letterario “La giara” bandito da Rai Eri.
Il fortunato romanzo è “Il rischio dell’inverno” ed è stato premiato nelle scorse settimane durante una trasmissione, condotta da Giancarlo Magalli, che poi è andata in onda su Raidue. Residente a Firenze sin dai tempi dell’università, Erika è nata e cresciuta a Vada dove ci sono i suoi ricordi e gli affetti di una vita e dove ancora oggi torna per le vacanze estive. È proprio lei a parlarci del suo secondo lavoro, che segue il primo romanzo “Passi nelle scarpe”, pubblicato nel 2010 dall’editore Dario Flaccovio: «Il titolo è una citazione di Saint Exupery: “per farsi primavera bisogna affrontare il rischio dell’inverno”. È la sintesi di percorso esistenziale molto difficile che parte nel ‘48 con il Tour de France e arriva fino al paese di Bartali, Ponte a Ema. Il libro procede a ritroso nel tempo: inizia con il funerale della protagonista di cui la figlia ripercorre la vita. È così che scopre come ogni generazione della sua famiglia sia stata cresciuta da un solo genitore. Solo andando indietro nel tempo riuscirà a comprenderne le ragioni. Ho cercato di ricostruire la storia dell’Italia attraverso le vicende della famiglia e del ciclismo, sebbene non sia un’appassionata di questo sport». L’autrice ha iniziato a lavorare al libro tre anni fa: «È stato come se i personaggi nascessero da soli, ognuno con il suo carattere e la sua fisionomia. Sono stati loro a prendermi per mano e portarmi in posti che non avrei immaginato, come in Bretagna del Nord, sulle ombre del Tour». La passione per la scrittura c’è sempre stata ed è stata coronata per la seconda volta con il riconoscimento del premio “La Giara”: «Ho partecipato senza alcuna aspettativa, per seguire il consiglio di un’amica che ha insistito tanto. Ho saputo della vittoria in diretta ed è stata una grande emozione». A chi si avvicina al mondo dell’editoria Erika consiglia di intraprendere la strada dei concorsi: “Posso testimoniare che in questo Paese, martoriato dalle raccomandazioni, c’è ancora qualcosa di “pulito”. Il premio Rai è stato corretto e trasparente e non ho ricevuto aiuti né spinte. Ad oggi è difficile pubblicare, quando il proprio nome è sconosciuto. Inviare manoscritti a scatola chiusa equivale a mandare un messaggio in bottiglia nel bel mezzo dell’oceano. I premi nazionali sono una strada valida perché un buon testo troverà il modo di farsi notare, prima o poi». Sul futuro editoriale, la giovane professoressa ha le idee chiare: «Scriverò sempre per passione, non per pubblicare. Spero, però, che grazie al premio il mio libro venga finalmente notato da qualche editore».
Elena Battaglia
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