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Caso referendum, Gesess si scaglia contro Pd e Possibile
ROSIGNANO. Anche Silvia Gesess, consigliera comunale di Sul interviene sulle polemiche sorte intorno al Comitato referendario promosso dal nuovo soggetto politico Possibile. «Credo - scrive Gesess...
ROSIGNANO. Anche Silvia Gesess, consigliera comunale di Sul interviene sulle polemiche sorte intorno al Comitato referendario promosso dal nuovo soggetto politico Possibile. «Credo - scrive Gesess - possano dare l'occasione di un momento di riflessione. È stato detto che il Pd sta perdendo l'occasione di un confronto e che la consigliera Mancini non rispetterebbe l'impegno democratico preso con i cittadini, ritengo che il Partito Democratico abbia dato ripetute prove della mancanza di interesse al confronto con chicchessia, addirittura con se stesso, nella forma delle sue minoranze».
Secondo la consigliera di opposizione, «se ci si ostina ad invocare, strumentalmente, il popolo come fonte di ogni sovranità, dimenticando le regole a cui popolo ed eletti devono sottostare, si va inevitabilmente verso una deriva populista, che oggi colpisce indiscriminatamente destra, centro e sinistra. Alcuni grandi pensatori contemporanei definiscono la democrazia italiana come oligarchica-referendaria, mai definizione è stata più azzeccata, in effetti a governare il Paese non sono più i vecchi politici di un tempo, cioè quelli mossi perlomeno da un'idea, ma un'èlite di meri amministratori tutti impegnati a mantenere lo status quo. Questo “nuovo” modo di gestire la politica ha inevitabilmente allontanato la gente» .
Poi Gesess punta il dito contro i colleghi del Pd. «Forse sarebbe opportuno polemizzare sul fatto che alcuni consiglieri Pd - scrive la consigliera - nonostante il totale appiattimento sulle politiche renzianogovernative in consiglio comunale, si rendano poi disponibili a vidimare le firme per otto quesiti referendari che di fatto tendono all'abrogazione della maggior parte dei provvedimenti da loro stessi sostenuti. Se essere brillanti significa liquidità camaleontica dell'agire, personalmente preferisco essere opaca come la mia collega Mancini».
E infine la consigliera riflette anche «sulla genesi di Possibile, che nasce da una scissione con l'intento di unire, tormentone della sinistra e su base abrogativa, altro imperativo sinistrorso. Personalmente - termina - ritengo sia prioritario ridefinire i compiti critici, ma soprattutto quelli di prospettiva, di una sinistra sempre più frazionata e disorientata».
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