Sicurezza
Sgominata la banda che rubava le catenine
Operazione dei carabinieri a Grosseto: abbordavano ignari passanti, un caso anche a Castiglioncello
GROSSETO. Giravano con i furgoni carichi di frutta e verdura. Abbordavano passanti, per lo più anziani, e con la scusa di vender loro la merce li derubavano strappando via monili d'oro e catene. Se le vittime si rifiutavano di pagare o opponevano resistenza subodorando il malaffare, scattava la violenza: colpi e pugni per derubarli.
«Vuole della frutta?» Scatta da qui l’ultimo copione criminale sperimentato in Maremma e basato su una tecnica assai semplice e collaudata. Far finta di smerciare ananas, pesche o banane a bordo di un comune furgoncino per derubare i malcapitati (specie anziani) o anche colpirli con violenza dinanzi a resistenze o rifiuti.
È capitato più volte, in questi mesi. I colpi sono stati messi a segno per lo più nelle Colline metallifere, tra Gavorrano, le campagne di Bagno di Gavorrano, Follonica, Roccastrada, ma anche Capalbio e Grosseto, frazioni come Principina a mare. In un caso (il 28 luglio) i ladri hanno agito a Castiglioncello, provincia di Livorno, operando un furto con strappo in strada ai danni di un anziano, sempre con il sistema del furgone carico di frutta e verdura.
I carabinieri di Massa Marittima hanno scoperto un gruppo di malviventi, circa 20 persone tutte originarie della Campania, che avevano messo a segno i colpi.
Il gruppo aveva costituito una "rete" di persone ben collegate tra loro, che operavano anche con furti in appartamento, si dedicavano a scippi, smercio di banconote false e spaccio di stupefacenti. Le indagini sono partite nel marzo scorso. Con una complessa attività di indagine i carabinieri sono riusciti a risalire all'identità delle persone, anche attraverso appostamenti e pedinamenti. Sei sono stati arrestati (due a maggio scorso e 4 nella giornata di mercoledì 5 agosto su esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere) mentre altri 13 sono stati denunciati. Quattro di loro abitano tra Gavorrano e Follonica, pur provenendo tutti dal paese di Salicelle nella provincia di Napoli, località che ha poi dato il nome all'operazione dei carabinieri. L'oro rubato veniva poi rivenduto a un Compro Oro con un ricavo anche di mille euro al giorno. (e.g.)
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