Sicurezza
Mancini fa infuriare il Pd di Nibbiaia e i referendari
ROSIGNANO. Fa infuriare in un solo botto il Pd e Michele Bianchi, ex Pd animatore del comitato referendario, l’uscita di Serena Mancini, consigliera dei 5 Stelle, che ha rifiutato l’invito...
ROSIGNANO. Fa infuriare in un solo botto il Pd e Michele Bianchi, ex Pd animatore del comitato referendario, l’uscita di Serena Mancini, consigliera dei 5 Stelle, che ha rifiutato l’invito precedentemente accettato di raccogliere le firme per gli 8 referendum del comitato civatiano perché, a suo dire, «è stata organizzata una raccolta di firme alla festa dell’unità di Nibbiaia». Una scelta incoerente, ha tuonato Mancini gridando all’inciucio, visto che i referendum sono stati indetti da un comitato civatiano, in contrasto col governo e il Pd di Renzi, da cui Civati è uscito.
Nessun raccolta firme alla festa dell’unità di Nibbiata, la smentisce Vincenzo Mannari del Pd collinare, il quale spiega che intanto la festa c’è già stata, e al suo interno non è mai stata autorizzata né organizzata alcuna raccolta di firme per i referendum. Mentre Michele Bianchi respinge le accuse di inciucio, confermando che il comitato referendario aveva chiesto spazio nelle varie feste del partito e in un primo momento da Nibbiaia era arrivato l’ok, poi ritirato «probabilmente per timore di polemiche».
Secondo Bianchi ha perso un’occasione di confronto il Pd, e Serena Mancini ha dato un’immagine non brillante.
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