Sicurezza
Imbrigliati dalle norme i controlli sulle strade
Parla il coordinatore Csa Regioni e autonomie locali di Livorno Enzo Provenzano Sul caso della ragazza travolta a Marina di Castagneto: «Si muore troppo in questo modo»
CECINA. «Mentre i politici annunciano l’ergastolo della patente, termine roboante e propagandistico che fa venire la nausea per la sua ipocrisia, i genitori di quei figli persi sulle strade sono veramente condannati all’ergastolo del dolore». È quanto afferma il coordinatore Csa Regioni e autonomie locali di Livorno Enzo Provenzano sulla scorta dell’ultimo tragico episodio. L’incidente stradale in cui ha perso la vita Sara Milo, studentessa fiorentina di 17 anni, la notte tra il 31 luglio e l’1 agosto lungo la strada provinciale 17 a Marina di Castagneto, investita dall’auto guidata da Lorenzo Pacchini, 37 anni di Donoratico, denunciato per guida sotto l’influenza di alcool.
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«Sulle strade italiane si muore troppo in questo modo, per una serie di cause che insieme costruiscono l'evento fatale – dice Provenzano –. Vesto la divisa della polizia municipale da vent’anni e quando guido la mia macchina privata avverto la pericolosità delle nostre strade. La manutenzione delle nostre strade in generale è una delle cause principale di incidenti mortali. Se poi ci mettiamo insieme il comportamento dei conducenti e la scarsa cultura dei giovani alla sicurezza stradale, ecco pronto il cocktail mortale». In affanno anche l’attività di controllo. «La polizia di Stato sostanzialmente non effettua controlli di polizia stradale, demanda alla specialità della stradale che deve controllare un tratto molto rilevante della Variante Aurelia, i carabinieri fanno quello che possono perché impegnati principalmente nel contrasto dei reati, la polizia municipale non garantisce quotidianamente i servizi notturni perché sotto organico».
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E i controlli quando ci sono rischiano di rivelarsi un’arma spuntata. «È possibile in questo paese ritirare una patente senza avere sulla giugulare un paio di avvocati che ti chiedono un risarcimento per il danno patito dal loro cliente?». È quanto chiede Provenzano. «È possibile semplificare le norme è dare più libertà operativa alle forze di polizia che operano sulla strada? Fare un accertamento di assunzione di alcool diventa spesso una battaglia legale di anni fino alla Cassazione, mentre il conducente magari circola tranquillamente con la patente in tasca». Che conclude: «Semplificazione del Codice della strada e dei ricorsi, più potere alle forze di polizia impegnate nel contrasto delle violazioni, possibilità di ritirare una patente se si ritiene inidoneo un conducente senza rischiare il posto di lavoro, controllo periodico dei medici e delle commissioni che rilasciano le patenti di guida, manutenzione regolare delle strade e della segnaletica stradale, educazione stradale nelle scuole».
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