Sicurezza
Dodici multe alla disabile il giudice dà ragione ai vigili
Ribaltata la sentenza di primo grado, vietato sostare nell’area pedonale Il caso di Lisa Anichini a San Vincenzo: l’auto va messa nelle zone riservate
SAN VINCENZO. Vi ricordate la vicenda della disabile multata 28 volte in un mese (i fatti risalgo no a giugno 2012) dai vigili urbani di San Vincenzo perchè sostava con l’auto nella zona pedonale? Ebbene, il caso che suscitò clamore in città e l’intervento del Gabibbo con tanto di inviato della popolare trasmissione tv “Striscia la Notizia”, ha segnato un nuovo colpo di scena. Perchè con la sentenza pubblicata il 2 luglio scorso il giudice di appello del Tribunale di Livorno, la dottoressa Silvia Barison, ha ribaltato la sentenza di primo grado del 26 luglio 2013 del giudice di pace (il dottor Lorenzo Caruso) che di fatto aveva annullato 12 verbali di violazione al codice della strada accertati dai vigili.
Multe contestate dalla donna, Lisa Anichini di Greve in Chianti ma residente da 3 anni e mezzo a San Vincenzo, che ha sempre sostenuto di essere legittimata dal parcheggiare nell’area di fronte a via Sardegna (dove abita) in quanto in possesso di regolare contrassegno invalidi. E in assenza di stalli per portatori di handicap nelle vicinanze della sua abitazione. La donna ha problemi di deambulazione conseguenti ad una frattura del malleolo e dei legamenti e per questo le è stata certificata l’invalidità. Eppure i vigili urbani di San Vincenzo hanno sempre sostenuto che nell’area pedonale non è prevista alcun tipo di sosta e - di fronte anche a una serie di segnalazioni di alcuni cittadini - sono intervenuti comminando una serie di contravvenzioni alla donna quando hanno ravvisato la permanenza della sua auto, una Bmw, nell’area pedonale.
La Anichini si è rivolta ad un legale, l’avvocato Francesca PietraCaprina ed ha impugnato le multe. Tanto che il giudice di pace, nel 2013, dopo un’accesa istruttoria ha accolto il ricorso ed annullato una serie di sanzioni della polizia municipale. L’amministrazione comunale, di contro, ha sempre sostenuto la legittimità dell’operato dei vigili urbani, per questo ha presentato appello contro la sentenza di primo grado. E si è affidato all’avvocato Ciro Pacilio. Ritenendo, in sostanza, che non è consentita la sosta in un’area pedonale a meno che non sussistano particolari condizioni per l’incolumità della persona. Il giudice di secondo grado ha accolto il ricorso del Comune di San Vincenzo. Ed in sostanza ha riconosciuto che l’istituzione della zona pedonale in via Sardegna è anteriore al trasferimento del domicilio della signora invalida nella stesa strada. E ha sostenuto che non è dimostrato che “in tale momento si siano verificati ulteriori fatti o circostanze sopravvenute, tali da esporre la sua persona ad un pericolo imminente e grave, idoneo ad integrare lo stato di necessità”.
Riferendosi poi ad una sentenza della Cassazione, la 168 dell’11 gennaio 2012, riferisce quali sono i limiti della soste per i disabili e in particolare nelle zone totalmente vietate. Il giudice riafferma dunque che agli invalidi è consentito sostare nelle apposite strutture loro riservate e debitamente segnalate.
Inoltre ritiene che la pluralità di violazioni accertate a distanza di giorni “avrebbe imposto una prova ancra più rigorosa e specifica circa la sussistenza per ciascuna delle violazioni dei presupposti dello stato di necessita”. Resta da vedere se la vicenda si chiuderà qui o avrà una definizione ulteriore in Cassazione.(a.r.)
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