Sicurezza
«Accompagno Sara dal Signore»
Commoventi parole del padre della giovane investita, folla in lacrime al funerale
FIRENZE. Una folla immensa ha dato ieri l’ultimo saluto a Sara Milo, la diciassettenne fiorentina investita la notte di giovedì scorso a Marina di Castagneto mentre stava facendo rientro con le proprie amiche, al bungalow del campeggio Etruria, che la ospitava per le vacanze.
La chiesa del Santissimo Nome di Gesù ai Bassi, nel quartiere dell’Isolotto, dove Sara era cresciuta e vive con la propria famiglia, è riuscita a malapena a contenere i numerosi amici e parenti venuti a portarle l’ultimo saluto. In prima fila davanti al feretro erano seduti i genitori di Sara assieme al fratellino di 12 anni. A salutare nel suo ultimo viaggio la propria compagna, anche il gruppo Boy Scout, di cui Sara faceva parte, vestito in tenuta d’ordinanza. «Fai in modo che la vita riprenda, dice Gesù Cristo - è stato il messaggio rivolto dal parroco don Alessandro nell’omelia all’altare - e noi dobbiamo fare in modo che la vita riprenda». Dal pulpito della chiesa hanno portato il proprio saluto anche gli amici di Sara, «eri troppo buona per affrontare questa vita - hanno detto - per questo Gesù ha preferito portarti al suo fianco», e i compagni di classe che si sono invece affidati, per ricordare la propria amica, alle parole della canzone “Mai e per sempre” di Marco Mengoni, che hanno cantato dall’altare. Presenti anche i docenti di Sara, che era stata promossa lo scorso giugno a pieni voti al liceo socio-psico-pedagogico, di cui il prossimo anno avrebbe dovuto frequentare la quarta, che hanno assicurato che il suo nome sarà legato a un progetto specifico sul rapporto alcool-incidenti stradali: «il viaggio che Sara sta percorrendo - hanno detto - non sarà assolutamente inutile». Dal padre di Sara, Sergio, è arrivato il ricordo più commosso: «per un padre - ha detto - il sogno più grande è quello di poter accompagnare un giorno la propria figlia all’altare. Oggi posso dire che non è accaduto come volevo, ma in qualche modo l’ho accompagnata come sposa al Signore». «Grazie - ha detto rivolgendosi alla platea - siete tanti, tantissimi, siete riusciti a trasformare le nostre lacrime in lacrime di gioia e di speranza».
Gabriele Firmani
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