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Botte e minacce al venditore Arrestati due marocchini

Botte e minacce al venditore Arrestati due marocchini

Volevano il monopolio sulla spiaggia: accusati di estorsione e rapina Terrorizzata anche la sorella sedicenne della vittima: «Zitta o ti violentiamo»

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CECINA. Botte, minacce, rapina. Tutto per avere il monopolio nella vendita della merce sulle spiagge. Terrorizzata anche la sorella sedicenne della vittima (un venditore 19enne marocchino). Picchiata e minacciata: «Zitta o ti violentiamo». Un’odissea a cui ha posto fine la squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Cecina che ieri ha arrestato, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Livorno Beatrice Dani (inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Daniele Rosa), due marocchini, entrambi venditori ambulanti. Si tratta di Mohamed Zahri, 25 anni residente a Riparbella ma domiciliato a Vada e Ossama Filahi, 19enne di Cecina. Somno ad oggi agli arresti domiciliari nelle proprie abitazioni.

I fatti risalgono ai primi di luglio ed hanno come teatro le spiagge di Marina di Bibbona non lontano dal Jolly Beach. E’ qui che inizia ad esercitare l’attività di venditore ambulante dopo aver ottenuto regoalre licenza. E’ qui, però, che inizia la persecuzione nei suoi confronti, accertata dagli agenti di polizia. Secondo gli inquirenti, infatti, Zhari e Filahi intimano al connazionale di andarsene perchè quella sarebbe una zona di loro competenza. Non contenti i due avrebbero dapprima tagliato i pneumatici dell’auto del venditore, poi lo avrrebbero affrontato fino ad arrivare ad un vero e proprio pestaggio che coinvolgeva anche la sorellina del marocchino, appena sedicenne. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, con testimonianze ed accertamenti investigativi, anche la ragazza subiva un pestaggio durante la quale sveniva. Alle botte si aggiungeva la minaccia che se non fossero andati via da quel luogo la ragazzina sarebbe stata violentata. Il 19enne e la sorella sono stati curati in ospedale a Cecina: il primo è stato in osservazione per 24 ore e poi dimesso,la sorella se l’è cavata con una prognosi di due giorni. Proprio in ospedale ci sarebbe stato un altro concitato episodio che coinvolgeva anche la madre delle vittime e gli aggressori. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, quest’ultimi avrebbero nuovamente minacciato stavolta la madre di violentarle la figlia e di uccidere l’altro bambino di 8 anni se suo figlio non avesse smesso di vendere sulla spiaggia da loro “controllata”. Dalle indagini emergeva infatti che i due esercitavano un vero e proprio racket sugli altri venditori, assegnando loro le zone. Facendosi forti che molti, sprovvisti di permesso di soggiorno, non avrebbero mai denunciato gli episodi di estorsione.(a.r.)

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